Domande & risposte
Posso portarlo al mare se ha un’irritazione cutanea? E’ vero che è meglio fargli indossare una maglietta? Ecco la risposta alle domande più frequenti su sole e bambini
In fatto di bambini al sole, talvolta noi mamme finiamo per dare ascolto ai “sentito dire”, alle abitudini consolidate – non sempre le più corrette – e ai consigli delle amiche… La conoscenza delle regole basilari della fotoesposizione è invece fondamentale per scongiurare il rischio di scottature e di danni a medio e lungo termine per la loro pelle delicata. Noi abbiamo rivolto alcune “domande” al nostro amico Dermatologo, e abbiamo scoperto che….
Domanda
Mio figlio non ama molto essere “spalmato” di crema, allora scelgo un protettore solare con fattore molto alto: in questo modo posso applicarglielo la mattina e stare tranquilla tutto il giorno
Risposta
Il protettore solare non può fornire l’alibi a prolungare in modo sconsiderato il periodo in cui si sta al sole. Nessuna crema solare, neppure la più efficace, può sostituirsi alle buone abitudini per i più piccoli al sole: evitare il sole nelle ore centrali della giornata e indossare gli indumenti adatti, cappellino e occhiali. In ogni caso, ricorda che la crema solare, anche se a fattore di protezione altissimo, va riapplicata regolarmente durante la giornata, specialmente dopo il bagnetto (lo stesso vale anche per i prodotti cosiddetti water resistant). Per ridurre la resistenza del bimbo a “farsi spalmare” si possono scegliere consistenze più fluide, magari in spray, che permettono un’applicazione più pratica e veloce. In questo caso occorre però rinnovare l’applicazione ancora più frequentemente, poiché in generale le consistenze fluide presentano una minore “aderenza cutanea”.
Domanda
Il pediatra mi ha consigliato di far indossare una maglietta a mio figlio quando resta a lungo sul bagnasciuga a giocare con gli amichetti, per evitare il rischio scottature. Ogni tanto la rinfresco con un po’ d’acqua di mare, così mi sembra di farlo stare più fresco.
Risposta
Per proteggere la pelle la maglietta bagnata non è la soluzione più indicata, perché un indumento bagnato ha una minore capacità di bloccare i raggi UV; anzi, l’effetto “lente” tende ad enfatizzare i raggi. Non va poi dimenticato che un indumento bagnato, a contatto con la pelle, tende a diminuire la sensazione di calore, e a prolungare inavvertitamente l’esposizione; bagnando la maglietta con acqua di mare, tra l’altro, si somma anche l’azione del sale, che tende a “macerare” la pelle. L’indumento più corretto da indossare è quindi una maglietta di cotone bianca, ma asciutta.
Domanda
A proposito di maglietta… So che gli esperti ne consigliano caldamente l’uso, ma mi sono sempre domandata: con la maglietta, come farà la pelle di mio figlio ad abituarsi a sopportare il sole, nel caso di soggiorni lunghi?
Risposta
Si calcola che attraverso una t-shirt di cotone bianco passino comunque dal 20 al 30% dei raggi solari, a seconda dello spessore e della trama del tessuto. Questo significa che, anche se coperta, la pelle può progressivamente abituarsi a sopportare il sole, con un rischio di scottature ed eritemi molto contenuto.
Domanda
Ricordo sempre a mia figlia di bagnarsi spesso la testa quando è in riva al mare a giocare, perché so che il rischio colpo di sole è molto alto, specie in prossimità dell’acqua
Risposta
Bagnare la testa ai piccoli è un’abitudine pericolosa, anche se sembra di dar loro refrigerio: l’acqua, infatti, riflette i raggi solari e aumenta considerevolmente i rischi di una scottatura e di un colpo di sole, anche perché la sensazione di frescura induce ad aumentare in modo sconsiderato la durata dell’esposizione. Lo stesso discorso vale per i giorni ventosi, le gite in barca, ecc: non è vero che se non si sente caldo non ci si scotta! L’effetto di riscaldamento, infatti, è causato dai raggi infrarossi, e non dalle radiazioni UV, che sono sostanzialmente fredde ma causa delle scottature.
Domanda
Un bambino con dermatite atopica può prendere il sole?
Risposta
La dermatite atopica, o eczema costituzionale, è una patologia cutanea che trae grande beneficio dall’esposizione solare, a patto, ovviamente, che sia condotta con buon senso: innanzitutto non dimenticare mai un’ottima protezione solare, da applicare ripetutamente nel corso della giornata, specialmente dopo il bagno, ed evitare le ore più calde della giornata (meglio andare in spiaggia la mattina presto, e andarsene prima delle 11, per poi tornare dopo le 16 fino al tramonto). Alcuni pazienti con forme di dermatite atopica meno intense nei mesi estivi possono, talvolta, addirittura sospendere i trattamenti farmacologici cui sono costretti durante il resto dell’anno, limitandosi alla semplice idratazione cutanea.
Domanda
Se mio figlio si scotta o compare un eritema, dopo quanto tempo potrò portarlo nuovamente in spiaggia?
Risposta
L’eritema solare è a tutti gli effetti un’ustione di primo grado, con possibile danno tessutale profondo da non sottovalutare: chiaro, quindi, che deve essere scomparso completamente prima di riprendere l’esposizione al sole, perché ulteriori imprudenze possono causare problemi molto seri. Nel caso di una vacanza breve, meglio proteggersi con grande cura, evitando di esagerare nei primi giorni per non dover rinunciare totalmente al sole per il resto della vacanza. Ma il discorso vale anche per un soggiorno più lungo: proprio perché abbiamo più tempo a disposizione, meglio dosare con attenzione l’esposizione, e non correre rischi inutili.
Domanda
Mio figlio ha la dermatite da pannolino: come è meglio comportarsi?
Risposta
La dermatite da pannolino ha una componente infiammatoria ed edematosa che, con il sole e con il caldo in generale, peggiora. Meglio quindi rinunciare a portarlo in spiaggia, considerato oltretutto che il contatto, anche casuale, con la sabbia potrebbe irritare ulteriormente la zona già infiammata. Fate dei risciacqui con acqua fresca e bicarbonato di sodio, che aiuta ad asciugare e ad ammorbidire la pelle, ed evitate il più possibile, ovviamente, l’uso del pannolino stesso sino a guarigione completa, sostituendolo una semplice mutandina di cotone.







