PER TUTTA LA FAMIGLIA

Posso continuare a utilizzare i cosmetici durante l’esposizione al sole?

“Diciamo di sì, se li ritiene indispensabili, ma ovviamente utilizzi contestualmente anche il buon senso.
Un comune fondotinta non è ad esempio consigliabile, in quanto non offre nessuna forma di protezione dalle radiazioni solari: i prodotti devono essere freschi e leggeri, proteggere dai raggi UV e resistere perfettamente a caldo, acqua e traspirazione. Attualmente esistono in commercio compatti e creme colorate con filtro solare, adatti anche alle pelli sensibili: si tratta di veri e propri protettori solari, ma che donano una leggera colorazione”.

 

Sto seguendo una terapia antibiotica e temo che l’esposizione al sole possa causare reazioni. È così?


“Sì, è bene che faccia attenzione. L’assunzione di alcuni farmaci, come a esempio certi antibiotici, ma anche antinfiammatori, antistaminici, antidepressivi e contraccettivi orali, può determinare una risposta infiammatoria di fotosensibilizzazione dell’organismo, con comparsa di macchie o di reazioni allergiche, fino a 24 ore dopo l’esposizione al sole. Per evitare spiacevoli conseguenze legga attentamente il foglietto illustrativo e, in caso di dubbi, chieda il parere di un medico. In ogni caso vale sempre la regola di esporsi con moderazione evitando la fascia oraria 12-16 e applicando sempre una protezione molto alta”.
 

Ho 30 anni e pelle non troppo chiara, non soggetta a facili scottature. Recentemente mi sono comparsi alcuni nei sulla schiena in seguito all’esposizione al sole. È un segnale di pericolo?

“I nei (o nevi) sono semplici accumuli di melanina nell’epidermide dovuti a raggruppamenti delle cellule che producono la melanina (melanociti). Una minoranza è presente sin dalla nascita (2%), mentre altri si sviluppano durante la prima metà della vita, anche a causa dell’esposizione al sole. È un evento del tutto naturale e non si deve quindi preoccupare, ma le consiglio comunque di effettuare visite periodiche da uno specialista per escludere formazioni atipiche. Ulteriore raccomandazione: nell’esposizione al sole usi sempre buon senso, gradualità e una protezione adeguata”.

 

Lo scorso inverno, dopo il primo giorno di vacanza ai tropici mi è venuto un eritema che mi ha rovinato il resto del soggiorno. Tra poco partirò per le ferie: se il problema si dovesse ripetere, quanto dovrò restare senza prendere il sole?

“L’eritema solare è, in pratica, una leggera ustione che potrebbe anche portare a danni dei tessuti più profondi: non va quindi preso alla leggera e prima di potersi esporre nuovamente deve essere completamente risolto, a scanso di guai seri. L’eritema è spesso causato da comportamenti di protezione scorretti o inadeguati, perciò cerchi comunque di prevenirne la comparsa con un’esposizione graduale e l’utilizzo di una protezione adeguata al suo fototipo”.

 

Sono sempre attenta alla protezione di tutta la famiglia, perciò vorrei sapere se faccio bene a evitare di applicare la crema quando il cielo è nuvoloso.

“Assolutamente no! La protezione va applicata comunque: i raggi UV per l’80% riescono infatti a penetrare le nuvole e a raggiungere ugualmente la nostra pelle. Il rischio di scottature resta perciò molto elevato, rendendo necessario proteggersi con attenzione, in base al proprio fototipo e alla durata dell’esposizione, esattamente come si farebbe in presenza del sole. Le giornate con cielo coperto sono anzi più insidiose di quelle serene, perché riducendosi la percezione di caldo sulla pelle, si tendono a sottovalutare gli effetti nocivi dell’irradiazione”.

 

Mi sono rimasti in casa prodotti solari avanzati dallo scorso anno. Posso riutilizzarli o hanno una scadenza?

“Hanno una scadenza, certo! La data deve essere indicata sulla confezione, tuttavia sarebbe in ogni caso buona abitudine sostituire il prodotto ogni anno. È vero infatti che un solare conservato correttamente può durare fino a tre anni senza perdere la sua efficacia, ma trattandosi di un prodotto da impiegare ‘sul campo’, è normale che rimanga per molte ore esposto a temperature elevate e che quindi perda di efficacia .

 

Durante le vacanze al mare non trascuro mai la protezione, ma dopo qualche giorno, con pelle già abbronzata, smetto di applicarla. È corretto?


“No, non è corretto. L’abbronzatura è una risposta dell’organismo all’esposizione solare e costituisce una protezione naturale soltanto contro le scottature. Tutte le volte che ci esponiamo al sole senza protezione, anche con pelle già abbronzata, le radiazioni ultraviolette penetrano comunque gli strati più superficiali dell’epidermide, determinando invecchiamento cutaneo e rischio di melanomi. Tenga presente che la ‘procedura’ corretta consiste nello scendere progressivamente con il fattore di protezione durante il periodo di esposizione, in accordo con il suo fototipo”.

 

Tutte le estati, alla prima esposizione al sole, mi viene un fastidioso herpes labiale. Perché? Come evitarlo?

“L’herpes labiale è causato da un virus molto diffuso, che può rimanere ‘quiescente’ anche per molto tempo e manifestarsi con i tipici sintomi solo in particolari situazioni di debolezza o difficoltà dell’organismo. E la più comune di queste situazioni è proprio l’esposizione al sole senza adeguata cautela. L’utilizzo di un prodotto dal fattore di protezione molto elevato o di uno schermo minerale le sarà di sicuro aiuto nel prevenire il problema”.

 

Sono una donna di 45 anni con capelli rossi e lentiggini, e una pelle molto sensibile che si scotta facilmente. Ho sempre utilizzato prodotti a schermo totale, ma da qualche tempo non li trovo più in commercio. Come mai?

“La dicitura ‘schermo totale” è vietata ormai da qualche anno, in quanto giustamente considerata ingannevole e fuorviante. Chi la utilizzava avrebbe potuto erroneamente pensare che erano in grado di eliminare i rischi di un’esposizione indiscriminata. La corretta indicazione per la stessa tipologia di prodotti è ora quella di ‘protezione molto alta’ (50+)”.

Vorrei arrivare all’estate con la pelle preparata al meglio per l’abbronzatura: ci sono alimenti che possono aiutarmi?
“Si. Un buon consiglio è quello di adottare per tempo (almeno un mese prima) un’alimentazione mirata con frutta e verdura ricche di betacarotene, una sostanza in grado di stimolare la produzione di melanina, favorire l’abbronzatura e prevenire l’invecchiamento precoce. È contenuta principalmente nei vegetali di colore giallo, arancio e rosso, come albicocche, meloni e peperoni. Nel periodo dell’esposizione bere molta acqua aiuta inoltre a mantenere la pelle tonica ed elastica”.

 

La mia carnagione è abbastanza scura e ho una pelle che non si scotta facilmente, ma a volte succede che mi compaiano arrossamenti nell’area del decolleté, soprattutto alle prime esposizioni. Come mai solo in quella parte?


“La ‘scollatura’ è un’area molto delicata, con la pelle più sottile e più sensibile, maggiormente soggetta ai danni dell’esposizione. È per questo che presenta spesso segni di invecchiamento precoce. Anche se lei non è soggetta a vere e proprie scottature, tenga presente che un semplice arrossamento rappresenta comunque un segnale d’allarme: non deve perciò trascurare di proteggersi dai danni del sole con un buon prodotto, privilegiando le aree più a rischio e utilizzando un doposole idratante al termine della giornata”.

 

Vorrei sapere, per evitare rischi, cosa indica il “fattore di protezione” dei prodotti solari.

“Il fattore di protezione (SPF) fornisce un’indicazione della capacità di un prodotto di arrestare la radiazione solare e impedirne l’assorbimento da parte della pelle. Ogni fattore di protezione, per quanto alto, deve essere comunque sempre rinnovato ogni 2 ore, perché nel tempo perde di efficacia”.

In primavera ho trascorso insieme alla famiglia una settimana di vacanza sul Mar Rosso e, nonostante la stagione, ci siamo scottati. La domanda è se ora la pelle si è irrobustita e se nelle prossime vacanze possiamo evitare di usare creme solari.

“Il sole è in grado di esercitare i suoi effetti dannosi in qualunque stagione e, anzi, in primavera è ancora più insidioso perché la pelle non è abituata all’esposizione. Inoltre, alla latitudine del Mar Rosso i raggi colpiscono la pelle in modo più diretto e più intenso. Anche se non si avverte sensazione di caldo, le scottature sono perciò sempre in agguato.  Attenzione però al dopo: la pelle già scottata non diventa più ‘robusta’, ma al contrario più vulnerabile, e per le prossime vacanze dovrete usare gradualità e prodotti con un SPF molto alto riapplicandolo spesso”.

 

Per motivi di lavoro (faccio il bagnino) sono costretto a espormi al sole dalla mattina alla sera. Gli occhiali da sole mi causano riflessi sul naso con conseguenti scottature, anche perché la crema di protezione che utilizzo tende a sciogliersi rapidamente con il sudore. Come devo comportarmi?

“La sua situazione è decisamente a rischio. Soprattutto se ha più di 45 anni dovrebbe effettuare dei controlli almeno una volta l’anno (meglio in inverno) per escludere la presenza di lesioni cutanee pre-cancerose. Tassativo in ogni caso l’uso di protezione 50+ da rinnovare spesso. Sul naso, per maggior tranquillità, potrebbe utilizzare uno schermo minerale”.

 

Perché dopo l’estate, quando l’abbronzatura comincia ad andarsene, mi viene un forte prurito dappertutto?

“Al termine dell’estate smettiamo quasi sempre di usare quotidianamente creme emollienti e idratanti come i doposole. La secchezza cutanea causata da perdita di liquidi e di elasticità porta allora a una desquamazione degli strati superficiali dell’epidermide e a uno stato lievemente irritativo che induce prurito. Per trovare giovamento continui ad utilizzare prodotti idratanti e lenitivi, ma se il prurito non dovesse cessare da solo si rivolga al suo dermatologo”.

ADOLESCENTI

Ho 15 anni e soffro di acne. Prendere molto sole può servire a migliorare la mia situazione?

“Il dermatologo potrà darti indicazioni più mirate, ma in generale sappi che i benefici dell’esposizione al sole per chi soffre di acne sono spesso solo apparenti, e solo per alcuni tipi di pelle. Il sole tende infatti a far aumentare lo spessore corneo dell’epidermide e questo processo ‘intrappola’ i comedoni sotto lo strato cutaneo, andando alla lunga a peggiorare il problema. Inoltre il caldo deve essere secco e non eccessivo: in caso contrario l’infiammazione alla base del disturbo potrebbe acutizzarsi. Cerca in definitiva di adottare una corretta strategia di esposizione, utilizzando fattori di protezione alti o altissimi e formulazioni leggere e non grasse”.

 

Sin da quando ero piccola (ora ho 15 anni) non mi sono praticamente mai scottata grazie alle “attenzioni” di mia mamma e alla mia carnagione piuttosto scura. Ora che sono cresciuta devo continuare a utilizzare la protezione, oppure la pelle è ormai sufficientemente ‘irrobustita’?

“Indipendentemente dalla sensibilità individuale a scottature ed eritemi, la pelle va sempre protetta adeguatamente dall’irradiamento solare. E questo vale in particolar modo per i più giovani. Il sole non provoca solo danni immediati come le scottature: i raggi UVA penetrano in profondità nel derma causando danni irreversibili e cumulativi, come l’invecchiamento precoce della pelle”.

 

Se prima di partire per le vacanze con gli amici facessi qualche lampada solare, potrei poi evitare di utilizzare la crema di protezione?

“Assolutamente no. Una pelle abbronzata non deve diventare la scusa per smettere di proteggersi ed esporsi al sole in modo incontrollato: con un approccio simile rischieresti gravi danni alla salute. Oltre a ciò, tieni presente che le lampade abbronzanti emettono gli stessi raggi UVA del sole, e contribuiscono perciò al fotoinvecchiamento della pelle e ad aumentare il rischio di melanomi.

 

Ho 18 anni è quest’anno mi piacerebbe provare ad abbronzarmi in topless. Corro dei rischi?

“La cute del seno è sicuramente più delicata e ‘reattiva’, soprattutto nelle ragazze giovani come te che non hanno l’abitudine al topless. In particolare nei primi giorni di esposizione devi perciò utilizzare una protezione solare molto alta in queste aree così delicate, ma anche evitare sempre le ore centrali della giornata, nelle quali i raggi UV sono più intensi perché colpiscono la terra quasi perpendicolarmente”.

 

Ho fatto da poco un tatuaggio sulla spalla. Mi posso ugualmente esporre al sole?

“Per circa un mese dopo il trattamento è assolutamente sconsigliato, perché la tua pelle ha in ogni caso subito delle piccole lesioni, e l’azione del sole potrebbe portare a reazioni o irritazioni, a causa delle sostanze utilizzate per la colorazione. L’ultima parola spetterà comunque al dermatologo, che saprà indicarti i tempi corretti per tornare a esporti al sole senza rischi. Passato il primo periodo, l’unica precauzione consiste nell’utilizzo della corretta protezione solare, da individuare in base al proprio fototipo”.

 

Ho 17 anni e ho iniziato da qualche mese a prendere la pillola anticoncezionale. Un’amica mi ha detto che unita all’esposizione al sole può causare problemi. È vero?

“Sì, è vero. Gli ormoni contenuti nella pillola possono far comparire sul viso delle donne predisposte una serie di macchie scure dette ‘cloasma’, dovute a un accumulo di melanina in alcuni punti. Se durante le vacanze, o comunque quando ti esporrai al sole, non ti sarà possibile sospenderne l’uso, utilizza sul viso prodotti con fattore di protezione molto alto (30 o, meglio, 50+) e cerca di esporti in modo graduale”.

 

Le mie amiche utilizzano le creme autoabbronzanti per arrivare “pronte” alle vacanze. Questi prodotti presentano dei rischi?

“I prodotti autoabbronzanti sono sostanzialmente innocui: contengono sostanze che colorano lo strato superficiale della pelle con un effetto finale molto simile a quello dell’abbronzatura. Da questo punto di vista non ci sono rischi, ma il colore ottenuto non deve trarre in inganno: gli autoabbronzanti non proteggono in alcun modo dai raggi UV e non ‘dispensano’ assolutamente dall’utilizzo di una buona crema solare”.

 

Ho 16 anni, pelle chiara e molti nei sulla schiena e sulla pancia. È pericoloso esporli al sole?

“Non è pericoloso se utilizzi i giusti accorgimenti. I nei devono essere protetti accuratamente dai raggi UV, perciò ti consiglio di utilizzare creme solari a fattore di protezione molto alto (50+); tieni anche sotto controllo la loro forma, dimensione e colore: se dovessi notare dei cambiamenti rivolgiti a un dermatologo per un consulto.
Naturalmente la protezione va estesa anche alle aree dove non sono presenti nei: le ustioni solari nella tua fascia di età aumentano la  probabilità di sviluppare melanomi nell’età adulta”.

 

Recentemente ho avuto un piccolo incidente giocando a basket che mi ha lasciato una cicatrice sul ginocchio. Che precauzioni devo adottare nei confronti del sole adesso che parto per le vacanze?

“Devi proteggere con particolare attenzione la parte interessata. Le cicatrici recenti esposte al sole potrebbero infatti pigmentarsi e quindi restare più visibili a lungo. Utilizza per questo un prodotto con SPF molto alto (50+) o uno schermo minerale e rinnova spesso l’applicazione. Se non vuoi correre alcun rischio puoi volendo fare ricorso a un cerotto telato per coprire la cicatrice.
Ricordati però che queste norme non valgono solo al mare, ma anche quando i raggi UV ti colpiscono senza che tu te ne accorga, come durante i normali spostamenti in città o i tragitti in auto, bicicletta e motorino”

 

Mi è capitato di passare una giornata in montagna con il gruppo degli scout, ma nonostante fosse nuvoloso mi sono procurato ugualmente una dolorosa scottatura al collo. Come mai?

“La cosa è normale e non ti deve sorprendere. Le nuvole infatti fermano solo una minima percentuale di radiazioni solari: è per questo che i raggi UV hanno raggiunto ugualmente la tua pelle provocandoti la scottatura. Diventa così necessario applicare la protezione solare in ogni situazione di attività all’aria aperta e, se si tratta di attività faticose, è meglio farlo spesso, perché la sudorazione tende a sciogliere la crema”.

 

Ho 17 anni e soffro di una forma lieve di acne. Su tutto il corpo mi abbronzo regolarmente, ma sul viso non riesco a ottenere un colore soddisfacente. Sarà colpa della crema solare utilizzata?

“Se il suo viso ha pelle a tendenza acneica significa che è ricco di sebo, un grasso che limita la pigmentazione andando a costituire uno strato ceroso: è questa la ragione che determina difficoltà nell’abbronzatura del viso. Non commetta però l’errore di ridurre l’impiego delle creme solari o di abbassare il SPF. Anche se la pelle non si abbronza, i raggi UVA (quelli che causano i danni peggiori) la raggiungono ugualmente, ed è quindi sempre necessario utilizzare con regolarità prodotti di protezione adatti al proprio tipo di pelle: nel suo caso vanno bene le formulazioni tipo emulsioni, gel-crema ”.
Mia figlia di 13 anni (capelli castani e pelle chiara) da un paio di anni si scotta facilmente sotto gli occhi e sugli zigomi, nonostante l’utilizzo della crema di protezione. Cosa posso fare?

“La pelle del viso è molto delicata ed esige una protezione particolare, soprattutto nelle aree più sensibili. Si ricordi poi che i danni del sole subiti in giovane età sono particolarmente seri, in quanto la pelle ne conserva memoria per sempre. Inoltre la pelle già scottata resta più vulnerabile e necessità di ulteriori attenzioni.
Ciò premesso, utilizzi sempre prodotti solari con SPF 50+ e li riapplichi ogni 2 ore, mentre alle aree più delicate può fornire un supplemento di protezione con uno stick specifico”.

 

Sono una ragazza di 18 anni con un problemino che mi infastidisce parecchio. Appena mi espongo al sole e mi abbronzo, il labbro superiore diventa più scuro del resto del viso. La causa potrebbe essere la ceretta che faccio periodicamente ai “baffetti”?

L’iperpigmentazione da te lamentata potrebbe avere molteplici cause, così dovresti consultarti con il tuo dermatologo che, dopo una visita più precisa, sarà in grado di darti una risposta e consigliarti un trattamento adeguato. Tuttavia la ceretta può sicuramente essere una causa: la pelle stressata dallo strappo diventa più sensibile e può reagire in modo anomalo all’esposizione. Per sicurezza prova a evitare di esporti al sole per 1-2 giorni dopo il trattamento, e comunque usa sempre un SPF molto alto anche se sei già abbronzata”.

 

Ho 15 anni e ho sentito parlare del “fototipo”. Ho cercato una spiegazione sul web, ma non ci ho capito molto. Di cosa si tratta e a cosa serve esattamente?

“Avrai notato che alcune persone si scottano più facilmente di altre: in estrema semplicità il fototipo indica la risposta della pelle alle radiazioni UV. Ne esistono sei, definiti in base al colore della pelle, dei capelli, dalla predisposizione agli eritemi ecc. e ognuno di questi reagisce in modo diverso all’esposizione solare. Conoscere il nostro fototipo è essenziale perché ci aiuta a scegliere la strategia di protezione più adatta alle nostre caratteristiche”.

MAMMA E BIMBO

Sono al settimo mese di gravidanza e trascorrerò l’estate al mare. Meglio che eviti di prendere il sole?

“Dovrà essere il ginecologo che sta seguendo la sua gravidanza a darle un parere medico, ma in generale si può dire che, con le dovute cautele, l’esposizione al sole può essere salutare anche nel corso della gravidanza.
Durante questo periodo la situazione ormonale cambia e l’organismo produce più melanina, in modo non uniforme. È perciò possibile la comparsa di macchie scure sulla pelle, che il sole può rendere più frequenti ed evidenti.
Anche per questa ragione, le consigliamo di esporsi con molte precauzioni, utilizzando sempre un protettore solare con fattore di protezione molto alto (linea 50+) ed evitando le ore più calde della giornata”.

 

Ho un bimbo di poche settimane e tra poco passerò un lungo periodo in campagna a casa dei miei genitori. Come mi devo comportare dal punto di vista della protezione solare?

“Nel caso di bimbi molto piccoli come il suo bisogna evitare assolutamente l’esposizione diretta ai raggi solari: questa norma è sicuramente da osservare fino ai sei mesi di età, ma alcuni esperti dicono addirittura fino ai 3 anni. La ragione sta nel fatto che la pelle non ha ancora sviluppato i suoi meccanismi di difesa naturali (strato corneo e melanina) e i danni possono essere molto gravi. Anche all’ombra attenzione però alle radiazioni riflesse: non tralasci dunque di applicare in ogni caso un prodotto protettivo specifico sulle parti esposte del suo bambino”.

 

Quest’anno porterò per la prima volta i miei due gemelli di 4 anni al mare. È vero che il bagno nell’acqua salata, se ripetuto, è sufficiente a proteggere la loro pelle dalle scottature?

“Niente di più falso. È vero esattamente il contrario: il bagno in mare non protegge assolutamente la cute dagli effetti del sole. Anzi, riflettendo i raggi UV, l’acqua ne aumenta la percentuale (diretta + riflessa) che colpisce la pelle. È molto importante perciò intensificare la protezione quando i bambini fanno il bagno o giocano vicino all’acqua: usi sempre prodotti specifici per l’infanzia con SPF 50+ e si ricordi di riapplicarli spesso perché l’acqua e la sabbia tendono a rimuoverli”.

 

L’anno scorso in montagna, durante i primi giorni d’esposizione al sole, al mio bambino di 7 anni è venuto un eritema. È una cosa normale?

No, non è normale, ma non c’è nemmeno da preoccuparsi. Soltanto tenga presente che arrossamenti e irritazioni sono spesso causati da un’esposizione scorretta o eccessiva e da una protezione insufficiente.
Il sole per i bambini è importante perché aiuta la crescita, stimolando la produzione di vitamina D, ma la loro pelle è particolarmente vulnerabile perché non ha ancora sviluppato sufficienti quantità di melanina: eventuali danni causati dal sole sono irreversibili e cumulativi. Si ricordi perciò che è sempre necessaria una cura particolare nella protezione: per la massima sicurezza del suo bambino utilizzi un fattore molto alto in formulazioni apposite per i più piccoli e lo riapplichi spesso”.

 

Ho tre bambini di 5, 7 e 9 anni ed è sempre terribilmente complicato convincerli a mettersi la crema solare quando necessario. Hanno tutti e tre la carnagione olivastra e si scottano raramente. Posso ‘sorvolare’ ogni tanto?

“No, non bisogna mai cedere su questo punto. Deve essere chiaro sin da piccoli che proteggere la pelle dal sole è sempre molto importante. Un fototipo come quello dei suoi figli (IV o V) può consentire di utilizzare un fattore di protezione più basso, (non troppo, però: diciamo 30) ma il solare va applicato in ogni caso a intervalli regolari durante la giornata. Casomai, per maggiore comodità, può utilizzare formulazioni spray, dall’applicazione più pratica e veloce”.

 

Ho partorito da poco e purtroppo mi sono comparse alcune smagliature della pelle. L’esposizione al sole è sconsigliata?

“Non c’è nessuna controindicazione all’esposizione solare delle smagliature. Semplicemente diventano più evidenti perché si scuriscono meno della pelle circostante. Non trascuri però il fatto che un’esposizione eccessiva rende la pelle meno tonica ed elastica, accentuando il problema. Anche per questo usi gradualità e buon senso, uniti a una protezione solare adeguata e all’assunzione di molta acqua. Infine, un piccolo aiuto estetico per rendere il colore uniforme (che nulla ha però a che vedere con la protezione), può arrivarle dalle creme autoabbronzanti”.

 

Mio figlio (10 anni) ha la pelle chiara e con molti nei: l’esposizione al sole può risultare pericolosa?


“No, anche se in generale le persone con la pelle chiara e con molti nei hanno un rischio più elevato di sviluppare un melanoma, soprattutto in presenza di altri fattori, come la familiarità. Più in particolare, nel caso dei bambini e dei ragazzi fino ai 15 anni di età, le eventuali scottature possono essere particolarmente pericolose e causare danni permanenti. Osservi perciò sempre le regole di una corretta fotoprotezione: moderata esposizione, uso sistematico di fotoprotettori pediatrici e un controllo dermatologico annuale; garantirà a lei e al suo bambino sicurezza e serenità”.

 

Mio figlio di 6 anni, come tutti i bambini, protesta ogni volta che in spiaggia giunge il momento di spalmargli la crema solare. Non potrei utilizzare un fattore di protezione molto alto e applicarlo in abbondanza una sola volta la mattina?

“No, sarebbe sbagliato, sia ‘tecnicamente’ che ‘concettualmente’.
Il prodotto di protezione, anche se con un SPF molto alto, va riapplicato in ogni caso a intervalli regolari e nella giusta quantità durante la giornata, perché con il tempo tende a diminuirne l’efficacia. Inoltre, dal punto di vista educativo, verrebbe trasmesso un messaggio scorretto, ovvero che la crema solare può far dimenticare le regole di una corretta protezione”.

 

Il mio bambino ha 4 anni e soffre di dermatite atopica. L’esposizione al sole può giovargli o, viceversa, è da evitare perché può farla peggiorare?

“Può esporre suo figlio in tutta tranquillità, infatti il sole risultata di grande beneficio per questo tipo di eczema di origine sconosciuta, ma piuttosto diffuso tra i bambini. Naturalmente dovrà osservare tutte le regole di consueta ‘diligenza’, come utilizzare un prodotto di protezione da applicare frequentemente ed evitare le ore centrali della giornata. Un buon idratante della pelle sarà poi – in casi come il suo – ancora più importante”.

 

Ho due bambini e quando siamo in spiaggia non stanno ovviamente mai fermi: corrono e giocano in continuazione. Devo insistere per applicargli la protezione o il sole preso mentre ci si muove è, come dicono, meno pericoloso?

“Deve insistere, certo. Quella da lei riportata è una semplice diceria. Il semplice fatto di muoversi non evita alla pelle di esporsi alle radiazioni solari. Anzi, durante le situazioni di gioco o sport si deve porre un’attenzione maggiore, con applicazione più frequente di prodotti appositi: la maggior traspirazione della pelle tende infatti a far sciogliere più rapidamente il solare, mentre in spiaggia l’azione di sabbia e acqua accelera il processo di rimozione.
Sempre valide, inoltre, le precauzioni generiche riguardanti l’utilizzo di cappello e occhiali scuri certificati con marchio CE”.

 

Per evitare di continuare a inseguire mio figlio di 7 anni per spalmargli la crema solare, quando andiamo al mare gli faccio indossare una maglietta di cotone durante la giornata. È un metodo di protezione corretto?

“Non del tutto. Gli indumenti di cotone leggero sono utili, ma non costituiscono la soluzione più indicata per proteggere da soli la pelle dei bambini (ma vale anche per gli adulti): meglio utilizzare creme studiate appositamente e con un corretto fattore di protezione. Una t-shirt di cotone bianco lascia infatti passare circa il 20/30% delle radiazioni solari. Queste percentuali salgono se il tessuto è bagnato, perdendo la capacità di bloccare i raggi UV”.

 

Questa estate partiremo per una vacanza in barca con una bimba di 6 anni. Ha una carnagione abbastanza scura, capelli castani e occhi castani. Gli anni passati l’ho sempre protetta con SPF 50+. Posso scendere a una protezione inferiore?

“Meglio di no. Il fattore di protezione 50+ va benissimo. All’età di sua figlia la pelle non ha ancora sviluppato tutte le sue difese naturali, e ogni eventuale danno dei raggi UV determina effetti cumulativi negli strati più profondi dell’epidermide. Inoltre tenga presente che in barca l’esposizione è molto più intensa a causa della riflessione dell’acqua. Anche per questa ragione, oltre a frequenti applicazioni di protezione solare, non trascuri di far sempre indossare alla piccola cappello e occhiali da sole con filtro UV”.

 

Durante un lungo viaggio in macchina la mia bambina, addormentata sul sedile posteriore, si è procurata un arrossamento causato dal sole, nonostante i finestrini fossero chiusi. Come è potuto succedere?

“In realtà non è affatto strano. I dannosi raggi UVA sono in grado di penetrare i vetri di alcune auto e delle abitazioni, raggiungendo così la nostra pelle anche quando pensiamo di essere al sicuro. Per questa ragione la Skin Cancer Foundation raccomanda l’utilizzo della protezione solare anche quando restiamo al chiuso, nonostante ciò possa sembrare strano. Per quanto riguarda la sua auto, per evitare che il problema si ripeta, può applicare un’apposita pellicola di protezione UV ai vetri posteriori, oppure ricordarsi di applicare una crema solare alla bambina prima di salire in auto”.

 

Ho due bambini di 9 e 11 anni con pelle di fototipo 2 e molti nei. In spiaggia uso regolarmente una protezione con SPF 20, salendo a 50+ nelle ore più calde. È corretto?

“Prima di tutto una raccomandazione: non tenga i bambini (ma la regola vale anche per i grandi) in spiaggia nelle ore centrali della giornata, nelle quali le radiazioni sono più intense e dannose. Inoltre, il fattore di protezione 20 è troppo basso per un fototipo come quello dei suoi bambini: meglio che utilizzi soltanto il 50+ su tutto il corpo.

 

Sono mamma di una bambina di tre mesi e sto ancora allattando al seno. In seguito all’esposizione solare mi sono venute sul viso delle macchie più scure. Ho acquistato un solare con protezione 50+ e vorrei sapere se con questa protezione posso prendere il sole.

“Durante la gravidanza e l’allattamento bisogna usare qualche precauzione in più per esporsi al sole, perché i cambiamenti ormonali possono portare al cosiddetto cloasma gravidico (formazione di macchie scure in determinate zone del viso). I primi 3-4 giorni di esposizione sono i più critici, perché la melanina si attiva pienamente dopo almeno 48 ore di esposizione. La protezione da lei acquistata va comunque benissimo, si ricordi solo di applicarla per tutta l’estate e di rinnovarla ogni 2 ore anche se resta all’ombra e persino in città”.