Sono al settimo mese di gravidanza e trascorrerò l’estate al mare. Meglio che eviti di prendere il sole?

“Dovrà essere il ginecologo che sta seguendo la sua gravidanza a darle un parere medico, ma in generale si può dire che, con le dovute cautele, l’esposizione al sole può essere salutare anche nel corso della gravidanza.
Durante questo periodo la situazione ormonale cambia e l’organismo produce più melanina, in modo non uniforme. È perciò possibile la comparsa di macchie scure sulla pelle, che il sole può rendere più frequenti ed evidenti.
Anche per questa ragione, le consigliamo di esporsi con molte precauzioni, utilizzando sempre un protettore solare con fattore di protezione molto alto (linea 50+) ed evitando le ore più calde della giornata”.

 

Ho un bimbo di poche settimane e tra poco passerò un lungo periodo in campagna a casa dei miei genitori. Come mi devo comportare dal punto di vista della protezione solare?

“Nel caso di bimbi molto piccoli come il suo bisogna evitare assolutamente l’esposizione diretta ai raggi solari: questa norma è sicuramente da osservare fino ai sei mesi di età, ma alcuni esperti dicono addirittura fino ai 3 anni. La ragione sta nel fatto che la pelle non ha ancora sviluppato i suoi meccanismi di difesa naturali (strato corneo e melanina) e i danni possono essere molto gravi. Anche all’ombra attenzione però alle radiazioni riflesse: non tralasci dunque di applicare in ogni caso un prodotto protettivo specifico sulle parti esposte del suo bambino”.

 

Quest’anno porterò per la prima volta i miei due gemelli di 4 anni al mare. È vero che il bagno nell’acqua salata, se ripetuto, è sufficiente a proteggere la loro pelle dalle scottature?

“Niente di più falso. È vero esattamente il contrario: il bagno in mare non protegge assolutamente la cute dagli effetti del sole. Anzi, riflettendo i raggi UV, l’acqua ne aumenta la percentuale (diretta + riflessa) che colpisce la pelle. È molto importante perciò intensificare la protezione quando i bambini fanno il bagno o giocano vicino all’acqua: usi sempre prodotti specifici per l’infanzia con SPF 50+ e si ricordi di riapplicarli spesso perché l’acqua e la sabbia tendono a rimuoverli”.

 

L’anno scorso in montagna, durante i primi giorni d’esposizione al sole, al mio bambino di 7 anni è venuto un eritema. È una cosa normale?

No, non è normale, ma non c’è nemmeno da preoccuparsi. Soltanto tenga presente che arrossamenti e irritazioni sono spesso causati da un’esposizione scorretta o eccessiva e da una protezione insufficiente.
Il sole per i bambini è importante perché aiuta la crescita, stimolando la produzione di vitamina D, ma la loro pelle è particolarmente vulnerabile perché non ha ancora sviluppato sufficienti quantità di melanina: eventuali danni causati dal sole sono irreversibili e cumulativi. Si ricordi perciò che è sempre necessaria una cura particolare nella protezione: per la massima sicurezza del suo bambino utilizzi un fattore molto alto in formulazioni apposite per i più piccoli e lo riapplichi spesso”.

 

Ho tre bambini di 5, 7 e 9 anni ed è sempre terribilmente complicato convincerli a mettersi la crema solare quando necessario. Hanno tutti e tre la carnagione olivastra e si scottano raramente. Posso ‘sorvolare’ ogni tanto?

“No, non bisogna mai cedere su questo punto. Deve essere chiaro sin da piccoli che proteggere la pelle dal sole è sempre molto importante. Un fototipo come quello dei suoi figli (IV o V) può consentire di utilizzare un fattore di protezione più basso, (non troppo, però: diciamo 30) ma il solare va applicato in ogni caso a intervalli regolari durante la giornata. Casomai, per maggiore comodità, può utilizzare formulazioni spray, dall’applicazione più pratica e veloce”.

 

Ho partorito da poco e purtroppo mi sono comparse alcune smagliature della pelle. L’esposizione al sole è sconsigliata?

“Non c’è nessuna controindicazione all’esposizione solare delle smagliature. Semplicemente diventano più evidenti perché si scuriscono meno della pelle circostante. Non trascuri però il fatto che un’esposizione eccessiva rende la pelle meno tonica ed elastica, accentuando il problema. Anche per questo usi gradualità e buon senso, uniti a una protezione solare adeguata e all’assunzione di molta acqua. Infine, un piccolo aiuto estetico per rendere il colore uniforme (che nulla ha però a che vedere con la protezione), può arrivarle dalle creme autoabbronzanti”.

 

Mio figlio (10 anni) ha la pelle chiara e con molti nei: l’esposizione al sole può risultare pericolosa?


“No, anche se in generale le persone con la pelle chiara e con molti nei hanno un rischio più elevato di sviluppare un melanoma, soprattutto in presenza di altri fattori, come la familiarità. Più in particolare, nel caso dei bambini e dei ragazzi fino ai 15 anni di età, le eventuali scottature possono essere particolarmente pericolose e causare danni permanenti. Osservi perciò sempre le regole di una corretta fotoprotezione: moderata esposizione, uso sistematico di fotoprotettori pediatrici e un controllo dermatologico annuale; garantirà a lei e al suo bambino sicurezza e serenità”.

 

Mio figlio di 6 anni, come tutti i bambini, protesta ogni volta che in spiaggia giunge il momento di spalmargli la crema solare. Non potrei utilizzare un fattore di protezione molto alto e applicarlo in abbondanza una sola volta la mattina?

“No, sarebbe sbagliato, sia ‘tecnicamente’ che ‘concettualmente’.
Il prodotto di protezione, anche se con un SPF molto alto, va riapplicato in ogni caso a intervalli regolari e nella giusta quantità durante la giornata, perché con il tempo tende a diminuirne l’efficacia. Inoltre, dal punto di vista educativo, verrebbe trasmesso un messaggio scorretto, ovvero che la crema solare può far dimenticare le regole di una corretta protezione”.

 

Il mio bambino ha 4 anni e soffre di dermatite atopica. L’esposizione al sole può giovargli o, viceversa, è da evitare perché può farla peggiorare?

“Può esporre suo figlio in tutta tranquillità, infatti il sole risultata di grande beneficio per questo tipo di eczema di origine sconosciuta, ma piuttosto diffuso tra i bambini. Naturalmente dovrà osservare tutte le regole di consueta ‘diligenza’, come utilizzare un prodotto di protezione da applicare frequentemente ed evitare le ore centrali della giornata. Un buon idratante della pelle sarà poi – in casi come il suo – ancora più importante”.

 

Ho due bambini e quando siamo in spiaggia non stanno ovviamente mai fermi: corrono e giocano in continuazione. Devo insistere per applicargli la protezione o il sole preso mentre ci si muove è, come dicono, meno pericoloso?

“Deve insistere, certo. Quella da lei riportata è una semplice diceria. Il semplice fatto di muoversi non evita alla pelle di esporsi alle radiazioni solari. Anzi, durante le situazioni di gioco o sport si deve porre un’attenzione maggiore, con applicazione più frequente di prodotti appositi: la maggior traspirazione della pelle tende infatti a far sciogliere più rapidamente il solare, mentre in spiaggia l’azione di sabbia e acqua accelera il processo di rimozione.
Sempre valide, inoltre, le precauzioni generiche riguardanti l’utilizzo di cappello e occhiali scuri certificati con marchio CE”.

 

Per evitare di continuare a inseguire mio figlio di 7 anni per spalmargli la crema solare, quando andiamo al mare gli faccio indossare una maglietta di cotone durante la giornata. È un metodo di protezione corretto?

“Non del tutto. Gli indumenti di cotone leggero sono utili, ma non costituiscono la soluzione più indicata per proteggere da soli la pelle dei bambini (ma vale anche per gli adulti): meglio utilizzare creme studiate appositamente e con un corretto fattore di protezione. Una t-shirt di cotone bianco lascia infatti passare circa il 20/30% delle radiazioni solari. Queste percentuali salgono se il tessuto è bagnato, perdendo la capacità di bloccare i raggi UV”.

 

Questa estate partiremo per una vacanza in barca con una bimba di 6 anni. Ha una carnagione abbastanza scura, capelli castani e occhi castani. Gli anni passati l’ho sempre protetta con SPF 50+. Posso scendere a una protezione inferiore?

“Meglio di no. Il fattore di protezione 50+ va benissimo. All’età di sua figlia la pelle non ha ancora sviluppato tutte le sue difese naturali, e ogni eventuale danno dei raggi UV determina effetti cumulativi negli strati più profondi dell’epidermide. Inoltre tenga presente che in barca l’esposizione è molto più intensa a causa della riflessione dell’acqua. Anche per questa ragione, oltre a frequenti applicazioni di protezione solare, non trascuri di far sempre indossare alla piccola cappello e occhiali da sole con filtro UV”.

 

Durante un lungo viaggio in macchina la mia bambina, addormentata sul sedile posteriore, si è procurata un arrossamento causato dal sole, nonostante i finestrini fossero chiusi. Come è potuto succedere?

“In realtà non è affatto strano. I dannosi raggi UVA sono in grado di penetrare i vetri di alcune auto e delle abitazioni, raggiungendo così la nostra pelle anche quando pensiamo di essere al sicuro. Per questa ragione la Skin Cancer Foundation raccomanda l’utilizzo della protezione solare anche quando restiamo al chiuso, nonostante ciò possa sembrare strano. Per quanto riguarda la sua auto, per evitare che il problema si ripeta, può applicare un’apposita pellicola di protezione UV ai vetri posteriori, oppure ricordarsi di applicare una crema solare alla bambina prima di salire in auto”.

 

Ho due bambini di 9 e 11 anni con pelle di fototipo 2 e molti nei. In spiaggia uso regolarmente una protezione con SPF 20, salendo a 50+ nelle ore più calde. È corretto?

“Prima di tutto una raccomandazione: non tenga i bambini (ma la regola vale anche per i grandi) in spiaggia nelle ore centrali della giornata, nelle quali le radiazioni sono più intense e dannose. Inoltre, il fattore di protezione 20 è troppo basso per un fototipo come quello dei suoi bambini: meglio che utilizzi soltanto il 50+ su tutto il corpo.

 

Sono mamma di una bambina di tre mesi e sto ancora allattando al seno. In seguito all’esposizione solare mi sono venute sul viso delle macchie più scure. Ho acquistato un solare con protezione 50+ e vorrei sapere se con questa protezione posso prendere il sole.

“Durante la gravidanza e l’allattamento bisogna usare qualche precauzione in più per esporsi al sole, perché i cambiamenti ormonali possono portare al cosiddetto cloasma gravidico (formazione di macchie scure in determinate zone del viso). I primi 3-4 giorni di esposizione sono i più critici, perché la melanina si attiva pienamente dopo almeno 48 ore di esposizione. La protezione da lei acquistata va comunque benissimo, si ricordi solo di applicarla per tutta l’estate e di rinnovarla ogni 2 ore anche se resta all’ombra e persino in città”.