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Il fototipo: scopriamolo insieme |
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Proprio
perché costituisce un’importante
barriera e un organo di scambio con il mondo esterno,
la nostra pelle è dotata di propri sistemi
di difesa nei confronti di infezioni, insulti
meccanici e possibili danni chimici.
Per quanto riguarda l'esposizione al sole questi
meccanismi, la cui attivazione richiede tempo,
possono essere divisi in tre categorie:
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sistemi
di difesa generale: l’esposizione
al sole produce innanzitutto un eritema, dovuto
sia a un aumento dell’afflusso sanguigno
locale sia a una vera e propria reazione infiammatoria,
che richiama localmente cellule di difesa
(globuli bianchi).
Un altro sistema di protezione generico è
rappresentato dall’ispessimento della
cute, che tuttavia subentra a distanza di
qualche giorno sotto forma di desquamazione.
Per contrastare la formazione dei radicali
liberi, sostanze molto tossiche che derivano
dall’ossigeno e vengono prodotte in
particolare durante le risposte infiammatorie
e favoriscono l’invecchiamento, tornano
utili gli antiossidanti naturali, come le
vitamine C ed E e oligoelementi quali il selenio.
Da qui l’utilità di assumerli
opportunamente con un buon anticipo (a partire
dal mese precedente) rispetto al periodo di
vacanza in cui si prevede di prendere il sole,
ai fini di neutralizzare il più possibile
l’azione nociva dei radicali liberi.
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sistemi
di difesa specifici: anche
se il dato può sorprendere, la tanto
ricercata abbronzatura è in realtà
un meccanismo di difesa. L’esposizione
al sole, infatti, stimola la produzione di
un pigmento (melanina), la cui produzione
avviene normalmente ma registra di fatto un
aumento a partire dalle 24 ore successive
a un’esposizione al sole superiore a
quella abituale. La melanina agisce come una
sorta di filtro naturale, in quanto assorbe
la radiazione ultravioletta. Tuttavia, soprattutto
negli individui con fototipo chiaro, questo
sistema non è sufficiente a evitare
gli effetti meno piacevoli del sole (eritemi
e nei casi peggiori ustioni)
-
sistemi
di difesa delle cellule: in
assenza di protezione la radiazione ultravioletta
può danneggiare le cellule cutanee
interferendo soprattutto sul materiale genetico
(il DNA) contenuto nel loro nucleo.
Anche in questo caso la natura ha saputo provvedere
dotando le cellule di sofisticati sistemi
in grado di riconoscere le eventuali anomalie
(perdita, per esempio, di tratti di DNA) e
di “ripararle” attraverso enzimi
che ricostruiscono – talvolta, però,
con qualche errore, il filamento di DNA che
è stato danneggiato.
E’ bene infatti ricordare che questi
meccanismi di riparazione e difesa presentano
dei limiti e che proprio da un loro fallimento
potrebbero svilupparsi cellule pericolose
(cancerose), che possono incominciare a replicarsi
senza controllo e invadere le zone vicine.
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Il Dott. Antonio Torti,
Specialista in Dermatologia e Venereologia, risponde alle tue domande.
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