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Il sole per ogni età |
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A
differenza degli adulti, che prendono il sole
consapevolmente, i bambini sono meno condizionati
dal desiderio della tintarella, e difficilmente
stanno volutamente sdraiati per abbronzarsi.
Tuttavia, giocando con i coetanei all’aria
aperta, soprattutto in vacanza, ricevono una
buona quota di radiazione solare, naturalmente
più accentuata nelle zone non protette
dagli indumenti.
Le numerose campagne di informazione e educazione
sanitaria, il contributo dei pediatri, molto
spesso consultati sull’argomento, nonché
l’influenza di messaggi pubblicitari hanno
ormai sensibilizzato l’opinione pubblica
sulla necessità di proteggere la pelle
per prevenire scottature e fastidi inutili.
I bambini sono certamente i primi a godere di
tale particolare attenzione, al di là
comunque del fatto che sono costituzionalmente
ancora più sensibili alle radiazioni
solari. Queste ultime - e non solo nell’infanzia
- sono utili all’organismo in quanto attivano
la vitamina D, che promuove la mineralizzazione
ossea, ed esplicano un effetto battericida e
fungicida; più recentemente è
stato inoltre enfatizzato anche un loro ruolo
antidepressivo, e rivitalizzante.
E’ altrettanto vero, però, che
la moderazione e il buon senso sono sempre le
migliori guide e che un week end o il Ferragosto
sotto un sole cocente possono essere molto più
dannosi di una settimana di esposizione graduale
o frammentaria. Vale inoltre la pena di ricordare
alcune semplici regole pratiche:
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Il Dott. Antonio Torti,
Specialista in Dermatologia e Venereologia, risponde alle tue domande.
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