La particolare struttura dei nostri capelli, con uno strato di cheratina che li difende dalle aggressioni esterne, rende necessario adottare delle strategie di protezione dall’azione nociva dei raggi UV, simili a quelle che mettiamo in atto per evitare scottature e altri danni alla pelle esposta al sole.

L’effetto combinato dell’esposizione solare e di altri agenti ambientali determina infatti un indebolimento della protezione cheratinica e della struttura stessa del fusto capillare, con conseguente inaridimento, fragilità, formazione di doppie punte e decolorazione.

Che fare dunque per evitare, al termine dell’estate, di “strapparsi i capelli” per la disperazione? Prevenire, naturalmente, è sempre la strada migliore, da percorrere utilizzando appositi protettori in grado di creare una specie di guaina invisibile ma isolante sui capelli, per preservarli dall’effetto degli agenti esterni. Meglio poi scegliere prodotti arricchiti con sostanze idratanti e ristrutturanti, capaci di “rivitalizzare” e mantenere sana la nostra capigliatura.

Per quanto riguarda le formulazioni, esistono oli o fluidi dalla texture leggera e idratante, da applicare sui capelli asciutti o umidi, che assicurano una protezione quasi totale dall’azione foto-degradante che il sole esercita sulla cheratina.

Ma, esattamente come succede con i solari dedicati alla pelle, non tutti i prodotti assicurano lo stesso fattore di protezione. Come orientarsi dunque nella scelta?
La questione è molto semplice: così come il SPF (Sun Protection Factor) riportato sui prodotti “tradizionali” indica – semplificando – la capacità di “bloccare” la radiazione solare, per i protettori dedicati ai capelli esiste un parametro di valutazione analogo, il KPF (Keratin Protection Factor), utilizzato per misurare il livello di protezione della cheratina dai danni causati dall’esposizione.