Spesso si crede che sia sufficiente coprirsi per proteggersi dalla radiazione solare. È proprio così? Quanto i diversi indumenti arrestano la penetrazione dei raggi UVA e UVB?

La maggior parte degli indumenti possiedono un’efficacia pressoché sovrapponibile nell’arrestare la penetrazione e la trasmissione di UVB e UVA. Tuttavia la loro efficacia protettiva è condizionata da quattro principali fattori:

  • l’umidità del tessuto: un indumento bagnato ha minore capacità di bloccare i raggi UV;
  • il colore: i colori scuri assorbono maggiormente i raggi ultravioletti e la luce visibile mentre quelli chiari proteggono meglio dagli infrarossi;
  • la materia prima: quanto più un tessuto è spesso e consistente tanto maggiore è la sua capacità protettiva. Si spiega così perché il cotone ha un basso fattore protettivo (10) rispetto alla seta (160) e ai blu jeans (1500);
  • la trama: quanto più è fitta tanto più i raggi vengono arrestati.

Per chi trascorre diverse ore sotto il sole è utile proteggere viso e collo con un cappello, preferibilmente a falde larghe. Non è inoltre sbagliato indossare una maglietta anche se ci si sente molto accaldati: oltre a proteggerci parzialmente dal sole, infatti, la sottile camera d’aria che occupa lo spazio tra pelle e tessuto, svolge un ruolo isolante (l’aria è infatti un cattivo conduttore di calore, e questa sua prerogativa trova numerosi risvolti pratici, come per esempio nei doppi vetri, che riducono appunto la dispersione di calore) e attenua, se pur di poco, l’impatto termico.