La fotoprotezione del lavoratore outdoor è sancita dal Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro: ecco cosa dice la Guida per i datori di lavoro e i lavoratori

La fotoprotezione del lavoratore outdoor è sancita dal Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro, ma non è una novità assoluta. Come spiegato efficacemente dalla guida per datori di lavoro e lavoratori intitolata “La Radiazione solare ultravioletta: un rischio per i lavoratori all’aperto” redatta dall’ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro), da AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali) e dal CNR, la legislazione riguardante la protezione dagli UV risale al 1956.

L’articolo 22 del D.P.R. n. 303/56 sanciva che i lavoratori devono essere protetti contro le radiazioni ultraviolette mediante occhiali, schermi e indumenti idonei. Successivamente, nel 1964, il D.Lgs. 626/94 ha introdotto molte innovazioni riguardo il sistema di tutela della salute dei lavoratori outdoor, che sono fortemente più esposti al rischio di radiazioni UV rispetto a quei lavoratori che lavorano in ambienti indoor. Questo decreto ha sancito il concetto di “valutazione del rischio”; tuttavia, nel caso dei lavoratori all’aperto, questa valutazione è molto difficile. Infatti la quantità di raggi UV è molto variabile (in base per esempio al tempo, all’ora, al mese); inoltre non esiste una correlazione così stretta tra fotoesposizione e comparsa delle patologie (la velocità di comparsa dipende anche dal fototipo del soggetto); infine non è detto che i raggi UV dannosi siano stati assorbiti solo durante il lavoro (potrebbero essere conseguenza di un’esposizione extra-lavorativa).

Nel 1994 è stato redatto il D.Lgs 626/94 (la famosa legge 626 sul lavoro), che ha sancito alcuni aspetti importanti della protezione dei lavoratori outdoor: per esempio la riduzione dei livelli di esposizione ai raggi solari; l’uso di dispositivi di protezione individuale quali creme e pomate, occhiali e copricapo; l’istruzione e l’informazione dei lavoratori stessi; la sorveglianza sanitaria (che comprende sia accertamenti preventivi che periodici svolti da un Medico competente).

Recentemente, con la redazione del Testo Unico, in cui sono confluiti tutti i decreti e le leggi riguardanti la sicurezza del lavoro fino a quel momento in atto, viene fissato il limite massimo di esposizione per 8 ore, con la possibilità di usufruire di dispositivi di sicurezza. La pericolosità della radiazione solare è sottolineata dal fatto che essa è stata inserita dalla IARC nel gruppo 1 di cancerogenesi (sufficiente evidenza di cancerogenicità per l’uomo).