La normativa italiana prevede l’utilizzo di dspositivi di sicurezza individuale per la fotoprotezione, vediamo quali sono e come utilizzarli nel modo corretto, dai prodotti solari agli indumenti protettivi

La Normativa italiana ha previsto la possibilità di utilizzare dispositivi di sicurezza individuale per la fotoprotezione. Tali dispositivi possono essere di differenti tipi, a seconda della funzione che essi svolgono. Come spiega la guida per datori di lavoro e lavoratori redatta dal ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro), questi dispositivi per la fotoprotezione ambientale si dividono in prodotti solari e indumenti protettivi.

I prodotti solari
I prodotti solari (creme con filtri solari) riducono efficacemente il rischio di alterazioni neoplastiche della pelle (i melanomi) e di fotoinvecchiamento.
È importante per questo controllare sull’etichetta del prodotto solare il fattore di protezione.

Affinché un prodotto solare sia efficace deve essere:

  • in grado di proteggere da tutte le radiazioni ultraviolette
  • fotostabile, cioè dotato di sistema filtrante che resiste al calore
  • sicuro, cioè non tossico e non sensibilizzante
  • gradevole sotto il profilo cosmetologico
  • resistente all’acqua e al sudore
  • di facile applicabilità

Tuttavia non tutti i prodotti sono uguali, così come non tutte le persone sono indentiche e rispondono nello stesso modo ai raggi UV. Quando si sceglie un prodotto di protezione solare, quindi, deve essere scelto soggettivamente, tenendo in considerazione il proprio fototipo, la località in cui avverrà l’esposizione (altitudine e latitudine, caratteristiche climatiche, ventilazione e così via), l’eventuale assunzione contemporanea di farmaci e la presenza di eventuali reazioni allergiche al sole o di patologie che possono peggiorare in presenza di sole.

È importante ricordare che per ottenere il massimo effetto da queste creme bisogna prima di tutto applicarle correttamente: il prodotto usato deve essere distribuito uniformemente su tutte le superfici a contatto con il sole; deve essere applicato almeno mezz’ora prima dell’esposizione e va riapplicato ogni 2-3 ore. Da non dimenticare, infine, l’utilizzo di uno stick specifico per le labbra.

Gli indumenti protettivi
La capacità degli indumenti di trattenere i raggi UV dipende da svariati fattori, quali l’umidità (un tessuto bagnato è meno efficace), il colore (i tessuti scuri proteggono meglio rispetto a quelli chiari), la fibra di cui sono costituiti (le fibre acriliche forniscono una protezione più adeguata rispetto alla seta e al cotone) e la trama del tessuto (tessuti a trama “fitta” sono molto più efficaci: se, osservato in controluce la luce non filtra il potere di protezione è ottimo).

Recentemente, in Italia sono prodotti tessuti anti UV ad altissima protezione che possono vantare un’ottima accettazione da parte del lavoratore. È importante, infine, proteggere dal sole gli occhi, indossando occhiali da sole che forniscano una buona protezione dalla radiazione UV: ricordarsi di scegliere lenti certificate e sicure.
Un ulteriore accorgimento da adottare per minimizzare i rischi è attuare una sorta di “schermatura” dei raggi utilizzando dei teli sul luogo di lavoro, ove possibile, o in ogni caso cercare di sfruttare l’ombra naturalmente offerta dagli alberi o dalle costruzioni adiacenti. Riuscire a ripararsi all’ombra è importante almeno durante il pranzo, quando i raggi del sole sono particolarmente forti.

Infine, non dimentichiamo il rischio di colpi di calore, particolarmente insidioso per chi svolge un’attività all’aria aperta ad alte temperature e con un’alta concentrazione di umidità. L’uso di un cappello e di indumenti ampi aiuta a favorire una corretta traspirazione, mentre è bene non dimenticare di idratarsi costantemente con acqua e liquidi non zuccherati.