Quali informazioni occorre “tenere d’occhio” quando si acquista un prodotto solare? Con l’aiuto della dr.ssa Maria Cristina Spezia, direttore tecnico-scientifico di Eau Thermale Avène Italia, azienda leader nel settore, abbiamo stilato una “guida pratica” per i consumatori.

“Iniziamo subito con una premessa”, ci dice la dr.ssa Spezia: “Fino a pochi anni fa mancavano dei criteri di comunicazione univoci, per quanto riguarda le etichette solari. Negli ultimi anni però, le aziende hanno iniziato ad adottare una maggiore uniformità in questo senso, raccogliendo le raccomandazioni suggerite dalle associazioni che raggruppano le aziende cosmetiche a livello europeo (il COLIPA) e nazionale (in Italia l’UNIPRO), ma soprattutto le Raccomandazioni della Commissione Europea del 2006 pubblicate in Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea nel settembre dello stesso anno. Va ricordato infatti che i prodotti solari in Europa rientrano nella categoria “cosmetici”.
In altre parole, le aziende più serie e, quindi, i cosmetici di qualità devono rispettare alcune raccomandazioni. Vediamo quali.

Protezione solare, SPF e UVA
Il fattore di protezione, o SPF (Sun Protector Factor), indica la capacità di un prodotto solare di bloccare la radiazione solare (soprattutto gli UVB). “Si tratta di un rapporto matematico, calcolato in laboratorio, tra l’energia necessaria a produrre la comparsa di rossore “a bordo netto” sulla cute protetta dal prodotto e quella necessaria a ottenere la stessa risposta senza protezione”, precisa la dr.ssa Spezia.

In altre parole, un prodotto con SPF 6 dovrebbe permettere di ricevere, senza causare eritema, un’energia solare 6 volte superiore che senza l’uso del prodotto. “In effetti, però, l’effetto delle radiazioni solari varia molto, a seconda dell’ora del giorno, del luogo, di cosa ci circonda (sabbia, neve,..), della reazione individuale, ecc. Tra l’altro, i test eseguiti per determinare l’SPF di un prodotto prevedono l’applicazione di una quantità di prodotto standard di 2mg/cm2: ma in effetti, in genere anche chi ama applicare la crema abbondantemente non raggiunge mai tale quantità. Ecco perché è importante seguire le indicazioni, riportate anche con immagini, che indicano quanto prodotto applicare sulle differenti parti del corpo”.
Quindi, al di là dei calcoli matematici sul tempo di esposizione, l’SPF va considerato come un parametro, che insieme al buon senso ci aiuterà a programmare l’esposizione al sole.

Ecco la tabella riassuntiva dei valori SPF:

Protezione SPF
Bassa 6 – 10
Media 15 – 20 – 25
Alta 30 – 50
Molto alta 50+

 

Secondo le raccomandazioni della Commissione Europea questi sono i corretti valori a cui  tutte le aziende cosmetiche dovrebbero attenersi e riportare sui propri prodotti di protezione solare in pratica, perciò, l’indice di protezione dovrà essere sempre espresso in termini di range di protezione e SPF e non dovrebbero più esistere prodotti con fattore di protezione inferiore a 6, superiore a 50+, o fattori quali  24, 47 o altri… Sempre per migliorare la trasparenza della comunicazione al consumatore, non dovranno essere più impiegate diciture “fuorvianti”, come ‘sun block’, ‘total block’, ‘ schermo totale’ e simili usati nel  passato. Naturalmente è fondamentale che un prodotto non protegga bene solo dalle radiazioni UVB maanche da quelle UVA la cui pericolosità si è sempre più “dimostrata” in questi ultimi 20 anni. Secondo le ultime raccomandazioni un solare deve contenere sostanze ( filtri e schermi) che permettano un buon rapporto di protezione UVB/UVA almeno di 3 =< 1. Occhio all’etichetta! Se il rapporto UVB/UVA è corretto troverete questo simbolo sulle confezioni.

SCADENZA
Continua la dr.ssa Spezia: “La data di scadenza sui cosmetici e le creme solari viene indicata solo nel caso i prodotti abbiano una durata inferiore ai 30 mesi, mentre la PAO espressa con il pictogramma di un vasetto contenente all’interno un numero e la lettera M (es 6M) indica i mesi entro il quale il prodotto va consumato una volta aperto. Al di là di questo, però, bisogna considerare il fatto che una crema solare spesso “trascorre” molte ore al caldo, sotto il sole, e anche se i filtri contenuti sono di norma “fotostabili” – cioè non si modificano con la luce – occorre considerare molti altri fattori, quali la non corretta chiusura, l’infiltrazione di sabbia, ecc. Per questo, il nostro consiglio, di norma, è quello di sostituirli dopo la stagione, al fine di scongiurare qualunque tipo di rischio per la pelle”.

RESISTENZA ALL’ACQUA
Quando un prodotto viene presentato come resistente all’acqua ciò significa che è in grado di mantenere costante nel tempo la sua capacità protettiva anche a contatto con l’acqua. “I prodotti vengono testati dopo 2 o 4 bagni di 20 minuti ciascuno, separati da una pausa di 20 minuti”, precisa la dr.ssa Spezia. “Normalmente, i test vengono effettuati in piscina, ad una temperatura di circa 26°C. Per questo motivo e per le diverse condizioni d’uso – penso ad esempio ad un ragazzino che passa le ore giocando in acqua – la migliore raccomandazione è di ripetere spesso l’applicazione del prodotto dopo i bagni, anche se la dicitura ‘water resistant’ o ‘ very water resistant sono sicuramente indici di sicurezza ulteriore”.
Vediamo in dettaglio le diciture:

  • RESISTENTE ALL’ACQUA o WATER RESISTANT: viene definito così un prodotto il cui indice di protezione resta lo stesso (all’80% circa) dopo 2 bagni di 20 minuti
  • MOLTO RESISTENTE ALL’ACQUA o VERY WATER RESISTANT è invece un prodotto che mantiene l’indice di protezione dopo 4 bagni, sempre di 20 minuti

“Le aziende più attente alla tutela dei consumatori”, conclude la dr.ssa Spezia, “si attengono scrupolosamente a tutte queste raccomandazioni, che rappresentano sicuramente uno strumento di valutazione molto utile per il pubblico”.

Occhio all’etichetta, quindi, per goderci il sole in tutta tranquillità.