Al mare non va trascurato l’aspetto di una corretta alimentazione per ritrovare benessere e recuperare le energie perdute con il caldo. Lasciamo dunque da parte merendine e focacce e mettiamo in gioco un pizzico di fantasia per consumare piatti sani e leggeri, che favoriscono un’abbronzatura “sana”

Un’intera giornata in spiaggia può essere “stressante” e faticosa per il nostro corpo: sole, caldo e ventomettono a dura prova il fisico, che consuma così molte risorse. Se è vero che al mare e a temperature elevate bisogna evitare di consumare alimenti pesanti, è altrettanto vero che l’organismo ha bisogno di “benzina” e siamo noi a dovergliela fornire, sotto forma di cibi facilmente digeribili ed energetici.

Durante tutto l’anno la pausa pranzo si svolge tra un panino veloce e un caffè, perciò, almeno in vacanza, senza rinunciare al relax, dovremmo cercare di impegnarci un poco per mangiare in maniera più attenta e ponderata. Cerchiamo di prenderci i giusti tempi, “eludendo” le ore più calde per consumare un pasto adatto alle circostanze che ci permetta di recuperare le energie consumate. “Saltare” in attesa della cena, o mangiare un semplice frutto con la scusa della linea non va affatto bene: privilegiare dunque i cibi integrali, le verdure fresche, la frutta ad alto contenuto di acqua e potassio (pesche, banane, meloni, anguria), evitare gli alimenti e i condimenti grassi (meglio sostituire il burro con l’olio extravergine d’oliva) o eccessivamente calorici che richiedono sforzi per essere metabolizzati. Bere molto, anche se non si avverte la sete, ma niente bevande troppo fredde, caffeina e alcolici.

Meglio di tutto sarebbe poter disporre di un appartamento o comunque di un luogo dove “staccare” per un paio d’ore e cucinare qualcosa di leggero, ma quando ciò non è possibile, l’unica soluzione è costituita dal classico pic-nic: un rifugio all’ombra, una borsa frigo e qualche tupperware da riempire la mattina o la sera prima, “l’attrezzatura” necessaria. Anche durante le pause all’ombra attenzione però all’aspetto protezione: la radiazione riflessa può infatti giocare brutti scherzi. Alcune superfici, come ad esempio la sabbia, hanno una notevole capacità di riflettere la radiazione del sole, proprio come uno specchio, quindi persino sotto l’ombrellone e addirittura in una giornata nuvolosa, una parte di radiazioni UV può raggiungere ugualmente la nostra pelle,  rendendo necessario utilizzare un prodotto solare idoneo.

Chiudiamo con una nota di carattere, oseremmo dire, sociologico: radicate nelle memorie dell’infanzia di tutti noi ci sono le interminabili attese per potersi bagnare dopo aver mangiato… due ore, ci dicevano, e alcuni arrivavano addirittura a tre. Senza schierarsi sulla correttezza o meno di queste posizioni draconiane, si può osservare – come dato di fatto – che oggi quasi più nessuno presta attenzione ai ritmi della digestione prima di tuffarsi: qui ricordiamo soltanto che ogni precauzione, più che ai tempi, deve essere subordinata alla quantità e alla qualità del cibo ingerito.

Qualche spunto per “ricette da spiaggia” semplici e di soddisfazione, con un occhio di riguardo anche per il benessere? Leggi le nostre ricette.