Quando termometro e umidità raggiungono livelli elevati, si possono verificare effetti anche gravi sull’organismo: vediamo più in dettaglio in cosa consistono e come prevenirli

D’estate fa caldo e spesso si suda e si soffre, specialmente nelle grandi città: ecco una classica “non notizia”. La notizia, semmai, consiste nel fatto che negli ultimi anni il caldo sembra costituire un problema in crescita, per intensità e durata. Dalla terribile estate del 2003, nella quale si sono registrati 8.000 decessi causati dalle temperature elevate, la frequenza di superamento – tra giugno ed agosto – della fatidica soglia dei 35° gradi è diventata preoccupante.

Il nostro organismo svolge correttamente le sue funzioni entro un certo intervallo di temperatura e, quando ci si avvicina al limite superiore, scatta un meccanismo “refrigerante” costituito dalla sudorazione che consente di mantenere costante la temperatura corporea (circa 37°). Quando però per vari fattori (disidratazione, umidità ambientale eccessiva) la sudorazione rallenta, il corpo si surriscalda e possono insorgere problemi.

Sono soprattutto gli anziani a farne le spese: le loro condizioni fisiche sono generalmente più compromesse e il sistema di termoregolazione tende a perdere efficienza con l’avanzare dell’età, rendendo più difficile la compensazione dello stress da caldo e la risposta del fisico ai cambiamenti di temperatura (ad esempio un ridotto stimolo della sete). Tra la popolazione anziana i soggetti maggiormente a rischio sono poi quelli che già soffrono di altri disturbi (cardiopatie, ipertensione, problemi respiratori, insufficienza renale).

Altre “categorie” sono altrettanto vulnerabili, a causa delle condizioni personali, sociali e di salute: bambini e neonati e – più in generale – tutti i soggetti non autosufficienti, sono esposti al rischio di eccessivo aumento della temperatura corporea e di disidratazione; anche chi assume regolarmente farmaci rischia di vedere compromessa la sua capacità di termoregolazione; naturalmente anche persone giovani e in buona salute possono andare incontro a problemi correlati al caldo eccessivo, soprattutto a causa di intensa attività lavorativa o sportiva all’aria aperta che può determinare eccessiva disidratazione.

Occhio ai sintomi
Abbiamo sottolineato che, quando la temperatura atmosferica e l’umidità raggiungono livelli elevati, si possono verificare effetti anche gravi sull’organismo, ma vediamo più in dettaglio in cosa consistono questi effetti e come risolverli:

  • Crampi: dovuti a eccessiva perdita di liquidi, si manifestano con dolori agli arti, spesso associati a cefalea e affaticamento. In caso di crampi è consigliabile tenere le braccia sollevate (più in alto del cuore) e rinfrescare le gambe con acqua fredda.
  • Edema: provocato da ristagno di sangue negli arti inferiori, è conseguente a prolungata vasodilatazione periferica. Il rimedio più efficace consiste nel tenere le gambe sollevate ed effettuare docce fredde. Il problema non è da sottovalutare poiché può essere associato a scompenso cardiaco.
  • Stress da calore: è un sintomo di maggior gravità rispetto ai precedenti e si manifesta con debolezza, nausea, cefalea e tachicardia. Per impedire che progredisca nel più grave colpo di calore è necessario intervenire con immediatezza, spostandosi in un ambiente fresco e reintegrando i liquidi con bevande ricche di sali minerali e zuccheri.
  • Colpo di calore: si tratta del problema più grave: una vera e propria emergenza che, se trascurata, può anche avere esiti letali. Il problema si verifica quando la temperatura corporea supera i 40° a causa di una compromessa capacità di termoregolazione: si manifesta con iperventilazione, assenza di sudorazione, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache, sino allo shock accompagnato da delirio che può progredire sino alla perdita di coscienza.
    Il colpo di calore richiede, specie se colpisce neonati o anziani, l’immediato ricovero in ospedale. Nel frattempo, bisogna spogliare e ventilare il malato, rinfrescarlo con impacchi di acqua fredda, borse del ghiaccio sulla testa o addirittura avvolgerlo in un lenzuolo bagnato.
  • Effetti sulla pressione arteriosa: il caldo può determinare, specie nei soggetti anziani, negli ipertesi e nei cardiopatici, episodi di diminuzione della pressione arteriosa, soprattutto nel passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta. Evitare perciò di alzarsi bruscamente dal letto: meglio restare seduti per qualche minuto sul bordo prima di mettersi in piedi.