In primavera l’esposizione al sole è spesso “involontaria”: i raggi solari cioè si prendono più frequentemente nel corso di attività all’aria aperta, in città, che non in occasione di veri e propri “bagni di sole”. I rischi per la pelle, però, non sono minori ed è necessario adottare sempre un’adeguata protezione. Alcune condizioni, tipiche dell’ambiente cittadino, poi, possono persino aumentare gli effetti nocivi degli ultravioletti.
Ecco quali.

1. Inquinamento
La presenza di smog nell’aria espone la pelle a rischi maggiori. Inquinanti atmosferici (soprattutto l’ozono) e radiazioni solari, infatti, interagiscono con effetti negativi: il risultato di questa combinazione è l’aumento di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento dei tessuti. Anche in città, dunque, è importante non scordare mai di utilizzare una protezione adeguata al proprio fototipo.

2. Riflessione
Passeggiare, andare in bicicletta, consumare il pranzo o fare sport al parco: con la bella stagione tutte queste attività sono frequenti. Bisogna però considerare che l’erba e l’asfalto hanno il potere di riflettere le radiazioni solari aumentandone gli effetti. Si calcola che l’erba rifletta il 3% degli ultravioletti e l’asfalto il 2%: certo quantità ridotte rispetto all’acqua o alla neve, anche per strada o su un prato però è presente una condizione che amplifica l’azione di foto invecchiamento del sole. Bisogna poi considerare che ogni 1000 metri di quota si ha un aumento dell’irraggiamento ultravioletto di circa il 6-8%. Durante le gite in montagna, dunque, vietato scordare la foto protezione!

3. Sudore

La sudorazione, come l’acqua, diminuisce il potere protettivo dei filtri solari. Oltre all’effetto del liquido, quando ci si asciuga il sudore si esercita anche un’azione meccanica che elimina parte del prodotto. Durante l’attività sportiva all’aperto, dunque, è meglio avere con sé la propria protezione in modo da poterla riapplicare periodicamente. Ogni quanto? Dipende molto dal grado di sudorazione, oltre che da quello dell’irraggiamento. Ma anche dalla quantità che si applica. La regola generale è di spalmare 2 mg ogni cm quadrato.

4. Condizioni climatiche
Le nubi generalmente riducono la radiazione ultravioletta, ma l’attenuazione dell’irraggiamento dipende molto dallo spessore e dalla costituzione delle nuvole. In caso di nubi sottili, diradate o che si spostano frequentemente l’effetto di filtro è ridotto. Una condizione  climatica di questo tipo, specie se unita alla presenza di vento, però può facilmente trarre in inganno: facendo percepire meno la sensazione di calore, vento e cieli nuvolosi possono portare a non proteggersi in modo sufficientemente efficace dagli effetti del sole.