Alla fine dell’inverno la pelle è più chiara, delicata, vulnerabile. E’ il risultato di molti mesi in cui l’irraggiamento è stato scarso, in cui il tempo trascorso all’aria aperta è stato ridotto e in cui braccia, gambe, décolleté sono stati “sepolti” sotto strati di vestiti. Con l’allungarsi delle ore di luce e l’aumento delle temperature tutto cambia: i momenti che si passano all’esterno si allungano, le attività all’aperto si moltiplicano.

Durante queste occasioni viso e corpo entrano in contatto con i raggi solari per lo più in modo “non programmato” e spesso quindi senza che si adotti una protezione adeguata. Un errore che bisogna proprio evitare di commettere visto che durante questi primi “incontri” si è ancora sprovvisti dello schermo naturale che è la tintarella e si può quindi andare incontro facilmente ai danni provocati dagli ultravioletti.

E’ in questa stagione, poi, che si possono manifestare più di frequente i sintomi di un’intolleranza al sole: arrossamento, prurito, vescicole, bolle che compaiono dopo ogni esposizione. Questa reazione, la cui incidenza secondo gli esperti è in continuo aumento ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, può essere prevenuta attuando una semplice strategia: non bisogna, innanzitutto, mai scordare di applicare un filtro solare adeguato al proprio fototipo e occorre evitare le “abboffate” di sole.

No quindi a lunghe esposizioni  nel corso di week-end o gite.  I raggi vanno dosati, presi per pochi minuti alla volta, prolungando gradualmente i tempi, in modo da “allenare” poco a poco le difese naturali della pelle. E’ molto utile anche mangiare tanta frutta e verdura di stagione: gli antiossidanti contenuti nei vegetali proteggono la pelle dagli effetti del sole. Se è necessario, infine, si può ricorrere a specifici integratori a base di vitamine E e B2, selenio e betacarotene: un trattamento consigliato soprattutto a chi appartiene ai fototipi I o II, quelli con la pelle più bianca e delicata.