Il fototipo
Non siamo tutti uguali davanti al sole: le nostre caratteristiche genetiche influenzano la predisposizione ad eritemi e scottature
Scena: gruppo di amiche in spiaggia, dopo due settimane di bagni di sole e relax. Una di loro, tipicamente mediterranea, sfoggia un colorito intenso. Altre due sono riuscite a “conquistare” solo una lieve tonalità ambrata. Un’altra ancora reca i tipici segni di una recente scottatura. Questa semplice osservazione esprime il concetto di “fototipo”, ovvero quella serie di caratteristiche genetiche che influenzano la predisposizione alla comparsa di eritemi e scottature e il “livello” di abbronzatura che la pelle è in grado di produrre.
Non siamo tutti uguali davanti al sole, insomma. E queste considerazioni sono fondamentali per mantenere un rapporto sano con la fotoesposizione, perché ci aiuta a regolare tempi e modi dell’esposizione, per conquistare un’abbronzatura sana e nel rispetto della nostra pelle.
Il fototipo viene definito dal colore della pelle, dei capelli, dalla predisposizione alla comparsa di eritemi e dall'attitudine all'abbronzatura. Particolarità, quindi, che sono di fatto geneticamente programmate.
I fototipi sono 6:
| Fototipo | Capelli | Carnagione |
Tendenza alla |
Abbronzatura |
| I | Rossi | Lattea | Costante+++ Sempre presente |
No |
| II | Biondi | Chiara | Costante++ | Leggermente abbronzato |
| III | Castani | Chiara | Frequente | Abbronzatura chiara |
| IV | Bruni | Olivastra | Rara | Scura |
| V | Neri | Olivastra | Eccezionale | Molto scura |
| VI | Neri | Nera | No | Nera |
Conoscere il fototipo permette di scegliere la fotoprotezione più adatta alla propria "sensibilità" individuale. Non bisogna però dimenticare anche l’intensità del sole e delle condizioni di esposizione: in montagna, ad esempio, la quantità di ultravioletti aumenta del 4% ogni 300 m. La luce e gli ultravioletti possono raggiungere la pelle indirettamente riflettendosi su diverse superfici. Infine, si possono sviluppare eritemi anche sotto l'ombrellone o sotto un cielo nuvoloso.
Tutte queste considerazioni valgono in modo particolare per i fototipi più bassi, che devono porre in atto particolare attenzione; senza però trascurare il fatto che le persone naturalmente più scure non devono dimenticare le buone regole della fotoesposizione, perché i “rischi” di un’overdose di radiazioni solari non si limitano alle scottature, ma possono causare problemi più gravi e, nel medio termine, accelerare l’invecchiamento precoce della pelle.
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