La Dott.ssa Cecilia Pravettoni, Dermatologa e Presidente AIDA, sottolinea l’importanza del monitoraggio dei nevi, comunemente chiamati “nei”. A partire da alcune regole che facilitano l’auto-osservazione alla mappatura effettuata dagli Specialisti Dermatologi, la prevenzione rappresenta lo strumento essenziale per individuare eventuali patologie cutanee che possono essere individuate e curate per tempo.


Che cos’è la “mappatura dei nevi”?
La parola ‘mappatura’ è un neologismo non scientifico divenuto di uso comune tra pazienti, medici di famiglia e dermatologi.
Questo termine indica che il Dermatologo durante la visita procede con il mappare i nevi, ossia li localizza e li valuta. 
È fondamentale chiarire che:

1 - il Dermatologo esperto è in grado di diagnosticare il melanoma anche ad occhio nudo;
2 - la visita da richiedere allo specialista deve essere una “visita dermatologica per la valutazione dei nevi”;
3 - il Dermatologo visita, ovvero guarda, il paziente il quale dovrà necessariamente spogliarsi completamente;
4 - i cambiamenti di un neo devono essere segnalati al Medico.

 

Quale strumento viene utilizzato per la mappatura?
Quasi tutti i dermatologi italiani usano un apparecchio denominato dermatoscopio per effettuare un esame più accurato di secondo livello dei nevi, chiamato epiluminescenza. Il dermatoscopio è una lente di ingrandimento che permette al dermatologo di effettuare una diagnosi più accurata dei nevi e di numerose altre lesioni cutanee, anche non pigmentate.
I dermatologi italiani sono tra i più esperti sia a livello europeo che mondiale nell’utilizzo di questa metodica anche grazie agli sforzi compiuti da AIDA e dal Dermoscopy Forum di Gubbio che da quasi 20 anni promuovono Corsi e Master di altissimo livello per l’aggiornamento in questo settore.

 

Come funziona e cosa fa, nello specifico, il dermatoscopio?
1 - Il dermatoscopio è un apparecchio manuale che non fa diagnosi. La diagnosi è il frutto dell’osservazione e dell’esperienza del dermatologo in un campo che è tutt’altro che facile poiché richiede anni di studio.
2 - Esistono dermatoscopi sia di tipo analogico (manuali) che di tipo digitale (computerizzati).
3 - Il dermatoscopio digitale serve ad alcuni dermatologi non per fare diagnosi bensì per archiviare immagini di pazienti a rischio che necessitano di controlli più particolareggiati.

Il rischio dipende da:

  • ⁃ numero di nevi
  • ⁃ numero di nevi atipici
  • ⁃ scottature
  • ⁃ pregresso melanoma
  • ⁃ familiarità (ossia un parente diretto come genitore, zio, fratello o sorella, affetto da melanoma).

4 - La “mappatura” è una fotografia e non un esame.
5 - Non esistono ancora macchine che effettuano diagnosi di melanoma ma esistono importantissimi strumenti per aiutare il dermatologo nella diagnosi.

 

Qual è la frequenza consigliata per rivolgersi al Dermatologo per un controllo della pelle e dei nei?
È il Dermatologo che decide ogni quanto tempo è necessario fare una valutazione.
Questa varierà in base al tipo di pelle, al numero dei nevi e ai fattori di rischio come, ad esempio, la familiarità per il melanoma.

 

Controlli specialistici a parte, che cosa possiamo fare e cosa invece non dobbiamo trascurare per quanto riguarda la prevenzione?
La dote più spiccata del Dermatologo è l’osservazione. Per questo può essere utile imparare da lui: bisogna guardare e guardarsi la pelle. È necessario imparare a non sottovalutare i piccolissimi cambiamenti di un nevo, la comparsa di nuove macchioline e rivolgersi allo specialista. E se temete di non avere buona memoria fatevi fare delle fotografie di grandi aree di pelle come per esempio la schiena e chiedete a qualcuno ogni tanto di controllare.

 

A proposito di auto-osservazione, tutti i nei sono potenzialmente pericolosi? Qual è la cosa più importante da tenere sotto controllo, ovvero il campanello d’allarme principale? Che cosa può guidarci nell’auto-osservazione?
Possiamo ricordare la REGOLA dell’ A-B-C-D-E.

A: Asimmetria nella forma
B: Bordi irregolari
C: Colore variabile
D: Dimensioni sopra i 5mm (anche se oggigiorno il Dermatologo è in grado di diagnosticare melanomi di 2-3mm)
E: Evoluzione cambiamenti nel tempo del nevo e sanguinamento.

 

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Qual è la fascia media di età, considerando anche il sesso, per il controllo dei nei?
Con i bambini bisogna utilizzare lo stesso metodo di controllo/prevenzione degli adulti? Quando sarebbe opportuno effettuare la prima visita dal Dermatologo?
Bisogna precisare che i neonati normalmente non hanno nevi, eccetto quelli congeniti. I nevi compaiono a tutte le età ed in particolare tra la prima e la seconda decade di vita e talora può anche accadere che scompaiano. Benché il melanoma possa colpire a qualsiasi età, la sua maggiore incidenza si registra tra i 20 e i 60 anni mentre è rara l’insorgenza del melanoma al di sotto dei 15 anni. Per quanto riguarda il sesso non ci sono sostanziali differenze anche se può cambiare la localizzazione. Tuttavia tutti i pazienti di tutte le età devono farsi visitare da un Dermatologo almeno una volta. Sarà quindi lo Specialista a stabilire se il paziente avrà bisogno di ulteriori controlli.

 

Nei ed esposizione al sole, facciamo chiarezza: il sole può favorire la comparsa di nuovi nei?
Gli effetti benefici del sole sono innumerevoli: dalla produzione di vitamine all’aspetto “abbronzato” che ci fa apparire belli, sani e più sicuri di noi. Tuttavia dobbiamo ricordare che il sole è, su una base genetica e familiare, il principale responsabile della comparsa dei nevi, così come le scottature la causa dei tumori cutanei, soprattutto nella 1° e 2° decade  di vita. Esposizioni prolungate e continue sono altrettanto dannose. Bisogna sfatare la leggenda secondo la quale se applichiamo una crema solare non ci abbronziamo anzi, un’abbronzatura che è il risultato di una scottatura è destinata a scomparire rapidamente. Sarà quindi meno durevole nel tempo. Inoltre posso asserire con certezza che chi ha la pelle molto chiara non riuscirà mai ad abbronzarsi anche restando giorni e giorni sotto il sole.

 

È necessaria una protezione particolare da applicare sul neo o è sufficiente il prodotto che utilizziamo per il resto del corpo?
È impossibile cambiare il tipo di pelle così come non possiamo cambiare il colore dei nostri occhi. Le formulazioni cambiano in funzione del tipo di pelle ossia bisognerà utilizzare creme magre per le pelli grasse e viceversa per le pelli secche. Per grandi estensioni sono più comode creme fluide, mentre gli stick lo saranno per le piccole macchie. Il Dermatologo sa naturalmente indicare la crema più adatta al tipo di pelle.

 

Quando si ritiene di solito necessario asportare un neo? Si tratta di un intervento che presenta dei rischi?
Il Dermatologo decide di asportare o di far asportare un nevo in base alle atipie del nevo stesso. Non si corre mai alcun rischio, si tratta di un intervento di piccola chirurgia in anestesia locale. Una volta effettuata l’asportazione, viene eseguito un esame istologico che dirà di cosa si tratta (se di un nevo o di un’altra patologia). L’esame istologico serve a fare una diagnosi e non si effettua solo per i tumori.

 

Cosa bisogna fare quando si provoca un taglio o una ferita accidentale ad un neo?
Non bisogna preoccuparsi. Ciò che deve preoccupare è se una lesione sanguina da sola, ossia spontaneamente.

 

Quante persone, visitate, tendono ad applicare il prodotto solare solo sui nei?
Purtroppo molte. Si tratta di una cosa inutile. Alcuni si mettono i cerotti sui nei: assurdo!

 

Dando per scontato che si controllano i nei dei pazienti che lo richiedono, lei propone il controllo a chi non lo richiede? Se sì, quali sono gli aspetti che la inducono a proporre il controllo?
È frequente il riscontro occasionale di melanomi o di altre patologie. Ringraziamo i dermatologi che con occhio curioso e talvolta indiscreto ci osservano e spesso ci salvano la vita. Un melanoma preso in tempo salva la vita al paziente. Perché, diciamolo francamente, questo nostro vizietto di guardare spesso “salva la pelle”.
Occhio ai nei quindi!

 

*Cecilia Pravettoni è nata a Milano nel 1954, si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 1981. Allieva del Prof. Caputo si è specializzata in Dermatologia e Venereologia con lode nel 1984, presso la Clinica Dermatologica dell’Università di Milano. E’ Specialista Ambulatoriale dal 1985 e lavora presso gli Istituti Clinici di Perfezionamento a Milano in qualità di Dermatologo. Iscritta all’AIDA dal 1996, è stata Coordinatore Regionale per la Lombardia dal 1997 al 2005, Membro del Direttivo fino al 2012 ed è attualmente Presidente AIDA per il biennio 2013-14.