Pensando all’estate appena trascorsa, facciamo un breve “check” e rivediamo insieme le più importanti regole di un’abbronzatura sana e sicura. Siamo proprio certi di aver fatto sempre tutto a regola d’arte? Quella scottatura il primo giorno di esposizione non si poteva proprio evitare? Quel giorno a pranzo non sarebbe stato meglio staccare per un paio d’ore?… Se fosse un test potremmo intitolarlo: “Sole e abbronzatura: coscienza a posto?”

Insomma, non abbiamo fatto proprio sempre i “bravi”, oppure sì?
In ogni caso, proviamo ugualmente a ripensare insieme alla lista dei comportamenti virtuosi da tenere al mare. Facciamo finta che sia come uno dei tanti test che abbiamo risolto sotto l’ombrellone proprio quest’estate e alla fine vediamo come ci siamo comportati.
Pronti? Via!

Sempre protetti
Abbiamo protetto la nostra pelle con prodotti solari anche se non ce ne stavamo sempre in spiaggia sulla sedia a sdraio. Abbiamo scelto un trattamento sicuro, fotostabile (ossia resistente al calore), in grado di proteggere da tutti i tipi di radiazioni ultraviolette, resistente all’acqua e al sudore, rinnovando comunque l’applicazione dopo ogni bagno o dopo ogni attività sportiva intensa.

Il giusto SPF
Abbiamo valutato con serietà il fattore di protezione, considerando il nostro fototipo, la nostra età, le caratteristiche climatiche del luogo di vacanza, gli orari e l’assiduità della nostra permanenza al sole, evitando in ogni caso l’errore di credere che un buon prodotto permetta una permanenza al sole, come cantava Gino Paoli,“Senza fine”.

Al sole con gradualità
Per non compromettere la qualità dell’abbronzatura, abbiamo misurato i tempi di esposizione al sole incrementandoli progressivamente giorno dopo giorno e magari riducendo a poco a poco il fattore di protezione; comunque evitando sempre le ore più calde in cui l’irraggiamento solare è al massimo dell’intensità. In gioco non c’era solo la classica scottatura ma anche il rischio di un precoce invecchiamento della pelle, se non il pericolo di danni molto più gravi!

Non solo pelle
In mancanza di una palma o di un ombrellone sotto cui ripararci, abbiamo sempre tenuto protetta la testa con un cappellino e gli occhi con occhiali da sole sicuri cioè dotati di lenti omologate e in grado di filtrare efficacemente sia i raggi UVA che gli UVB. Come si dice, anche l’occhio vuole la sua parte e un bel paio di occhiali scuri accentuano fascino e seduzione, che non guasta mai.

Sport in sicurezza
Noi, amanti del beach volley siamo stati attenti a proteggerci anche durante le nostre appassionanti partite. Ci siamo infatti ricordati che la maglietta bagnata, oltre a rinfrescare, lascia anche filtrare gli ultravioletti e che il sudore fa colar via il trattamento solare, ma anche che sabbia e mare riflettono i raggi del sole e aumentano l’esposizione alla radiazione ultravioletta. Per mantenere idratato il corpo impegnato nello sforzo agonistico abbiamo infine bevuto spesso molta acqua, poiché al mojito sono più consone le ore dopo il tramonto.

Dedicato ai più piccoli
Noi, genitori in vacanza al mare con i figli, abbiamo protetto la pelle delicata dei nostri bambini con un prodotto a fattore di protezione molto alto e non abbiamo mai esposto tra le ore 12 e le ore 16 i più piccolini. Una maglietta chiara e asciutta, un cappellino alla moda, una simpatica cuffietta o un ombrellino colorato sono stati inoltre veri propri must per tutto il periodo, così come la disponibilità di acqua da bere spesso, necessaria al loro corpo ancora non ben termoregolato.

E allora, com’è andata? È stata un’estate virtuosa? In palio qui non c’erano né punti né premi ma solo la conferma di aver trascorso una vacanza al mare sana e sicura oppure, nel caso di risultati non del tutto soddisfacenti, qualche utile spunto di riflessione e una manciata di consigli per fare meglio durante le prossime ferie invernali in montagna o nella nostra località esotica preferita.