Negli Usa le chiamano “facce da runner”, ovvero volti “segnati” dal troppo sport e dall’eccessiva esposizione al sole durante gli allenamenti di corsa.
Un’attività sportiva intensa e continua negli anni fa infatti crescere il consumo di ossigeno del nostro organismo, con aumento della produzione di radicali liberi, e conseguente invecchiamento precoce della pelle.
Se parliamo di running, sport outdoor per eccellenza, è però principalmente l’esposizione prolungata al sole a far accumulare sulla pelle i segni del tempo, allenamento dopo allenamento.
Naturalmente queste considerazioni non vogliono scoraggiare i tanti appassionati della corsa: se praticata in maniera costante e graduale, come del resto ogni sport, rappresenta infatti un aiuto prezioso per la nostra salute, prevenendo le malattie cardiovascolari e rinforzando il sistema immunitario. L’importante è però utilizzare le giuste contromisure nei confronti dell’azione nociva delle radiazioni solari.
La protezione della pelle comincia a tavola, perciò è importante seguire un’alimentazione corretta, con molta frutta e verdura ricche di betacarotene e licopeni, per contrastare l’effetto dei radicali liberi (pomodori, albicocche, peperoni, frutti di bosco, spinaci, ecc.), oltre naturalmente ad assumere molti liquidi per integrare quelli perduti con la traspirazione e mantenere la pelle elastica e idratata.
Una volta “in campo” bisogna poi curare in modo particolare la protezione vera e propria, con l’applicazione di un SPF adeguato al proprio fototipo almeno 15 minuti prima della sessione di corsa, e poi riapplicarlo ogni due ore circa, considerando anche lo scioglimento dovuto alla sudorazione.
Per allenarsi in sicurezza le regole non sono molte ma vanno osservate scrupolosamente:

 

  • Scegliere il solare giusto. Utilizzare un prodotto resistente all’acqua (la sudorazione è sempre elevata), con SPF non inferiore a 20 o comunque adeguato al proprio fototipo. Formulazioni in stick sono molto adatte per le aree delicate come il contorno occhi.
  • Non solo estate. L’effetto nocivo delle radiazioni UV si manifesta in ogni stagione, e non va confuso con la sensazione di calore sulla pelle. Necessario dunque proteggersi anche durante le uscite di inizio e fine stagione.
  • Attenti al tempo. 15 minuti di esposizione sono sufficienti per una scottatura. Anche per le uscite brevi è dunque necessario applicare una protezione adeguata. Parlando in senso “meteorologico”, invece, non trascurare di proteggersi nemmeno nelle giornate nuvolose, perché le radiazioni UV raggiungono in ogni caso la pelle.
  • L’abbigliamento corretto. Indossare sempre magliette traspiranti, occhiali da sole e cappello protettivo con visiera, ma ricordarsi di applicare la protezione prima di vestirsi e anche sulle parti coperte, perché alcuni tessuti leggeri lasciano filtrare una percentuale di radiazioni UV.