ragazza che si spalma il sole in spiaggiaQuando ci si espone al sole bisogna essere certi di tenere un comportamento sicuro: la salute della nostra pelle non ammette dubbi.
Riportiamo qui le risposte ad alcuni dei quesiti sulla fotoprotezione e sul modo migliore per abbronzarsi senza rischi, più frequentemente sottoposti dai lettori ai nostri esperti.
Nei: una protezione extra?
In caso di pelle con presenza di nei è consigliabile effettuare una visita d’inquadramento dal dermatologo. Sarà suo compito indicare quelli da monitorare. In assenza di problematiche particolari sarà sufficiente utilizzare una protezione alta, uniformemente su tutta la superficie corporea, rinnovando l’applicazione ogni 2 ore.

Tatuaggi recenti: quanto sole?
Per almeno un mese dopo essersi fatti un tatuaggio è sconsigliato esporre la parte al sole: si potrebbero verificare irritazioni o reazioni, sia a causa del pigmento utilizzato sia dello stato para-flogistico della cute, che resta cioè “lesa” per circa 3 settimane dopo il trattamento. Dopo questo periodo, l’unica precauzione consiste nell’utilizzo della corretta protezione solare, da individuare in base al proprio fototipo.

Acne: sole amico o nemico?
I soggetti che soffrono di acne traggono benefici solo apparenti dall’esposizione al sole: quest’ultima porta infatti a un ispessimento dell’epidermide, che intrappola i comedoni sotto lo strato cutaneo, andando alla lunga a peggiorare il problema. Su pelli acneiche è importante adottare una corretta strategia di esposizione, utilizzando fattori di protezione alti o altissimi e formulazioni non grasse.

Solare vecchio: protezione valida?
I protettori solari hanno una data di scadenza indicata sulla confezione, tuttavia sarebbe buona abitudine sostituirli ogni anno. Un prodotto conservato correttamente può durare fino a tre anni, ma l’esposizione a temperature elevate – come accade di solito in spiaggia – può fargli perdere di efficacia.

Gravidanza: sole sicuro?
L’esposizione al sole può essere salutare anche per le future mamme._Per evitare però la comparsa o l’accentuarsi di eventuali macchie scure sulla pelle (cloasma gravidico) è meglio esporsi con qualche precauzione, utilizzando sempre un protettore solare con fattore di protezione molto alto (50+) ed evitando le ore più calde della giornata.

Più abbronzatura meno protezione?
È sbagliato smettere di utilizzare la protezione solare una volta che la pelle è abbronzata. L’abbronzatura costituisce una protezione contro le scottature, ma non impedisce alle radiazioni ultraviolette di penetrare negli strati più superficiali dell’epidermide, determinando invecchiamento cutaneo e rischio di melanomi. Casomai è possibile scendere progressivamente con il fattore di protezione durante il periodo di esposizione.