Gli UVB rappresentano
circa il 5% della radiazione ultravioletta che
arriva al suolo e hanno una lunghezza d’onda
compresa tra 320 e 280 nm.
A differenza degli UVA
sono presenti soprattutto nelle ore centrali
della giornata (indicativamente tra le 10 e
le 14) e nella stagione estiva. Sono dotati
di minore capacità di penetrazione nella
pelle – si arrestano infatti negli strati
superficiali - e vengono filtrati dal vetro.
Gli UVB sono responsabili di effetti biologici,
quali l’attivazione della vitamina D e
l’abbronzatura e di effetti
psicoemotivi, ma, in assenza di
una protezione adeguata, possono anche essere
responsabili di danni seri a carico delle cellule
cutanee.
Un impiego importante degli UVB è nell’ambito
della sterilizzazione (per esempio dell’acqua,
degli alimenti e dei ferri chirurgici).
Gli UVB sono anche i raggi più pericolosi
in relazione alla carcinogenesi, e cioè
alla possibile induzione di tumori cutanei.
Essi, infatti, indeboliscono i naturali sistema
di difesa della pelle e possono anche provocare
danni al patrimonio genetico (DNA) delle cellule.