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La radiazione riflessa |
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La maggior parte degli indumenti possiedono
un’efficacia pressochè sovrapponibile
nell’arrestare la penetrazione e la trasmissione
di UVB
e UVA.
Tuttavia la loro efficacia protettiva è
condizionata da quattro principali fattori:
-
l’umidità
del tessuto: un indumento bagnato ha minore
capacità di bloccare i raggi UV
-
il
colore: i colori scuri assorbono maggiormente
i raggi ultravioletti e la luce visibile mentre
quelli chiari proteggono meglio dagli infrarossi.
-
la
materia prima: quanto più un tessuto
è spesso e consistente tanto maggiore
è la sua capacità protettiva.
Si spiega così perché il cotone
ha un basso fattore protettivo (10) rispetto
alla seta (160) e ai blu jeans (1500).
-
la
trama: quanto più è fitta tanto
più i raggi vengono arrestati.
Per chi trascorre diverse ore sotto il sole
è utile proteggere viso e collo con un
cappello, preferibilmente a falde larghe. Non
è inoltre sbagliato indossare una maglietta
anche se ci si sente molto accaldati: oltre
a proteggerci parzialmente dal sole, infatti,
la sottile camera d’aria che occupa lo
spazio tra pelle e tessuto, svolge un ruolo
isolante (l’aria è infatti un cattivo
conduttore di calore, e questa sua prerogativa
trova numerosi risvolti pratici, come per esempio
nei doppi vetri, che riducono appunto la dispersione
di calore) e attenua, se pur di poco, l’impatto
termico.
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Il Dott. Antonio Torti,
Specialista in Dermatologia e Venereologia, risponde alle tue domande.
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