Ogni mitologia, a ogni latitudine,
ha sempre dato al Sole un posto fondamentale:
divinità o manifestazione della divinità,
il Sole, simbolo maschile per eccellenza, è
la sorgente della luce e del calore, e quindi
della vita stessa. Il ciclo solare – giornaliero
e annuale – non è altro che la
rappresentazione, in tutte le mitologie, dell’alternanza
vita/morte/rinascita; il sole diventa quindi
simbolo di immortalità e risurrezione,
ma è anche forza distruttrice –
può bruciare e causare siccità.
Dispensatore quindi di morte e di vita, è
facile immaginare come fin dai tempi più
remoti il sole sia stato il più alto
ed eterno simbolo della provvidenza divina,
assumendo nelle diverse aree geografiche caratteristiche
peculiari estremamente varie ed affascinanti.
Mitologia egizia
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il
faraone Akhenaton e la
famiglia reale adorano
il dio sole |
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Il Dio primordiale della cosmogonia
egizia è Atum, il dio Sole. È
il vero dio dell'Egitto, oggetto di adorazione
ovunque, anche se denominato con vari attributi
e nomi. È Ra, il più grande di
tutti gli dei d'Egitto, il Dio-Sole di Eliopoli,
il più antico e prospero centro commerciale
del Basso Egitto. E’ raffigurato di solito
con la testa di falcone che sorregge il disco
solare tra due ali o tra due serpenti.
Il culto di Ra fu inizialmente locale, ma durante
l'Antico Regno si diffuse in tutto l'Egitto.
Il tempio principale del dio si trovava nella
città di Eliopoli, che divenne un importante
centro quando il culto fu adottato come religione
di stato. In seguito Ra fu associato ad altre
divinità importanti, in particolare Amon
e Horus. Celeberrimi i templi dedicati ad Amon-Ra
a Luxor dai più importanti faraoni della
storia egizia, tra cui Amenofi III, Seti I e
Ramesse II.
Da ricordare poi la grande rivoluzione monoteista
ad opera del faraone “eretico” Akhenaton,
che intorno al 1350 a.C. rimpiazzò tutti
gli dei dell’olimpo egizio con l’unico
dio, Aton – altra divinità assimilata
a Amon – dio del disco solare, trasferendo
la capitale e influenzando il modo rivoluzionario
l’arte e il pensiero del suo tempo. Celebri
le steli trovate nella nuova capitale –
la città “orizzonte” del
sole Akhetaton - in cui la famiglia reale è
raffigurata mentre adora il sole, che allunga
i suoi benefici raggi, dispensatori di vita,
sulla moglie (Nefertiti) e le bellissime figlie
del faraone.
Mitologia
greca e romana
Gli antichi Greci veneravano Elio, nato insieme
alle sorelle Eos e Selene dall’unione
del Titano Iperione con la Titanessa Tea o Eurifaessa.
Svegliato da un gallo, animale a lui sacro,
Elio conduce ogni giorno la sua quadriga per
il cielo e alla sera si riposa in un palazzo
delle Esperidi, in occidente, dove si accomoda
un una grande coppa, forgiata da Efesto, che
sulle onde dell’Oceano lo trasporta di
nuovo al punto di partenza. La sua isola preferita
era Rodi, dove il celebre Colosso, che ornava
l’ingresso al porto, era appunto un’enorme
statua dedicata al sole.
I Romani veneravano anch’essi il sole,
spesso denominato come Phoebus (Febo) e identificato
con Apollo, dio dell’arte, della scienza
pura, della giustizia e della divinazione, che
nell’Olimpo era secondo per importanza
soltanto a Giove (Zeus).
Mitologia
slava
Il dio del Sole è Dazbog
(figlio di Svarog, dio supremo, signore dell'Universo
e del Cielo, creatore di tutte le cose, che
una volta spaccò le nuvole con frecce
di luce ed accese la fiamma del Sole), che dimora
in un palazzo d'oro nella terra dell'eterna
estate. Dal suo trono d'oro e di porpora, egli
non teme nè l'ombra, nè il freddo,
nè la miseria. Presiede i dodici segni
zodiacali ed è servito da giudici, cortigiani,
scudieri e bellissime fanciulle.
Nel
Sud America
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il
sito archeologico Inca di
Machu Picchu, in Perù |
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E’ la più importante
delle aree culturali in cui il Sole era venerato.
Si può citare per esempio il complesso
di Tiahuanaco, che si trova in un pianoro boliviano
a 3750 metri sul livello del mare, a una quindicina
di chilometri dal lago Titicaca. Qui esiste
il Kalasasaya, il Tempio del sole, costruito
tra il 200 a.C. ed il 200 d.C., dove la parte
più importante è la Porta del
sole, tagliata da un unico pezzo di ardesite
(una roccia durissima), alta più di tre
metri e spessa circa un metro e mezzo. La parte
superiore della porta è decorata da un'immagine
di un Sole piangente. Esemplare è anche
la città di Teotihuacan, dominata dalle
immense piramidi del Sole e della Luna, distesa
sulla piana di Città del Messico. Caratteristico
di queste popolazioni era il gioco con la palla,
che riveste un significato simbolico-culturale
poiché il moto della palla di caucciù
era associata alla sfera del Sole che attraversa
il cielo. Scopo del gioco era di tenere alto
il Sole, cioè di far volare sempre la
palla e chi la lasciava cadere a terra, cioè
chi uccideva il Sole, veniva a sua volta ucciso.
Nel Perù arcaico, invece, il Sole era
considerato l'antenato divino della stirpe Inca.
A Machu Picchu è presente, tra le altre
cosa, l'Intihuatana, la “pietra che intrappola
il Sole”. Quest'opera straordinaria consiste
di un semplice pezzo di roccia, grigio e cristallino,
scolpito a complessi motivi geometrici che formano
curve e angoli, nicchie rientranti e speroni
sporgenti, sormontati al centro da un dente
verticale. Misurava equinozi e solstizi e sono
presenti i simboli delle più importanti
costellazioni andine. Il tempio del Sole di
Cuzco era letteralmente ricoperto di oro (che
era definito “escremento del dio Sole”).
Mitologia
cinese
In principio vi era una massa informe di materia,
che gradualmente si separò per dare origine
a una materia leggera che salì verso
il cielo e divenne il principio yang, e a una
materia pesante che si condensò formando
la Terra e divenendo il principio yin. Dall'interazione
fra yin e yang ebbero origine le stagioni, il
Sole e la Luna, il fuoco, l'acqua, gli elementi
e, infine, le creature. Un mito naturalistico
di origine taoista narra poi come il Sole fu
creato dai vapori infuocati del principio yang
e la Luna dai vapori acquei del principio yin;
le stelle e i corpi celesti ebbero origine dai
vapori emessi rispettivamente dal Sole e dalla
Luna. Secondo un altro mito, inizialmente esistevano
dieci Soli, figli di Xi He e dell'imperatore
Jun, i quali si alternavano nel cielo nei dieci
giorni che componevano una "settimana",
guidando un carro trainato da sei draghi. Un
giorno i dieci Soli sorsero contemporaneamente,
bruciando la Terra: quando il padre vide il
disastro, fu costretto a chiedere all'arciere
Yi di uccidere nove dei suoi figli.