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Mitologia precolombiana

Il Sudamerica è la più importante delle aree in cui le antiche culture veneravano il Sole. Caratteristico di queste popolazioni era il gioco con la palla: il movimento di quest’ultima era associato alla sfera del Sole che attraversa il cielo.

Il Sudamerica è la più importante delle aree in cui le antiche culture veneravano il Sole. Si può citare per esempio il complesso di Tiahuanaco, che si trova in un pianoro boliviano a 3.750 metri sul livello del mare, a una quindicina di chilometri dal lago Titicaca. Qui esiste il Kalasasaya, il Tempio del sole, costruito tra il 200 a.C. ed il 200 d.C., dove la parte più importante è la Porta del sole, tagliata da un unico pezzo di ardesite (una roccia durissima), alta più di tre metri e spessa circa un metro e mezzo. La parte superiore della porta è decorata da un'immagine di un Sole piangente. Esemplare è anche la città di Teotihuacan, dominata dalle immense piramidi del Sole e della Luna, distesa sulla piana di Città del Messico. Caratteristico di queste popolazioni era il gioco con la palla, che riveste un significato simbolico-culturale poiché il moto della palla di caucciù era associato alla sfera del Sole che attraversa il cielo. Scopo del gioco era di tenere alto il Sole, cioè di far volare sempre la palla e chi la lasciava cadere a terra, cioè chi uccideva il Sole, veniva a sua volta ucciso.

Nel Perù arcaico, invece, il Sole era considerato l'antenato divino della stirpe Inca. A Machu Picchu è presente, tra le altre cosa, l'Intihuatana, la “pietra che intrappola il Sole”. Quest'opera straordinaria consiste di un semplice pezzo di roccia, grigio e cristallino, scolpito a complessi motivi geometrici che formano curve e angoli, nicchie rientranti e speroni sporgenti, sormontati al centro da un dente verticale. Misurava equinozi e solstizi e sono presenti i simboli delle più importanti costellazioni andine. Il tempio del Sole di Cuzco era letteralmente ricoperto di oro (che era definito “escremento del Dio Sole”).