Il tempo cambia davvero?
Se ne parla, se ne legge periodicamente sui giornali, ma il tema non è nuovo! Nella seconda metà del XIX secolo la preoccupazione principale degli studiosi – ripresa successivamente intorno al 1930 da scienziati quali Albert Einstein – era la morte termica, e cioè la teoria secondo la quale la Terra sarebbe stata destinata a divenire un mare informe di radiazioni, identico in ogni sua parte e sempre più freddo, fino al completamento della sua evoluzione naturale all’insegna del raggiungimento del massimo grado di disordine.
Oggi, invece, quello che più angoscia la collettività è il clima. Da tempo si è incominciato a valutare concretamente i possibili effetti specifici dei cambiamenti climatici sulla distribuzione e la struttura degli ecosistemi, dal buco dell’ozono all’effetto serra. E’ d’altra parte legittimo chiedersi se vi sia una relazione tra i fenomeni meteorologici a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, dalle alluvioni ai lunghi periodi di siccità, senza poi contare anomalie come la ricomparsa del freddo e perfino della neve al Sud della nostra penisola nella prima settimana di aprile, e i pesanti interventi dell’uomo sulla natura in alcune zone del pianeta.
Il termine che meglio descrive questi cambiamenti è “tropicalizzazione del clima”: la fascia tropicale si sta allargando, spostandosi verso Nord, quindi verso la nostra fascia temperata. Da qui un cambiamento nelle stagioni e un aumento dei fenomeni estremi come piogge intense e siccità prolungate. La primavera tende ad anticipare (piante come l’ippocastano, per esempio, fioriscono 15-20 giorni prima del solito), mentre l’autunno si sposta in avanti, e questo fa ritardare la partenza degli uccelli migratori. La temperatura della superficie del mare che un tempo era compresa tra i 10 gradi di latitudine nord-sud ora si è estesa a 20 gradi sud-nord, i grandi fenomeni di circolazione degli oceani e dell’atmosfera si modificano e si spostano quindi i centri di azione climatica.
Si spiegherebbe così la persistenza dei fenomeni per molti giorni (per esempio permanenza di circolazione di aria fredda o di perturbazioni). A ciò conseguono modificazioni dell’ecosistema: è in diminuzione per esempio il numero complessivo di giorni di gelo e si osserva l’espansione naturale di alcune piante e specie ittiche (nel Mediterraneo, per esempio, si ritrovano specie che prima erano confinate al mar Rosso, come il pesce palla e il pesce pavone).
Un altro aspetto importante è la desertificazione. L’Italia mediterranea si trova infatti in una fase di desertificazione latente: le maggiori problematiche sono legate alle caratteristiche climatiche, con prolungati periodi siccitosi, alla presenza di suoli con marcata tendenza all'erosione, all'alta frequenza degli incendi boschivi con distruzione della copertura forestale, alle condizioni di crisi dell'agricoltura tradizionale e al conseguente abbandono del territorio. Si rileva inoltre uno sfruttamento eccessivo delle risorse idriche e una eccessiva concentrazione delle attività economiche nelle aree costiere come risultato dell'urbanizzazione, dell'aumento delle attività industriali, dei turismo e dell'agricoltura intensiva.
Ma è davvero il caso di cedere al catastrofismo dei meteorologi più pessimisti? E non appare a volte gratuito l’ottimismo del fronte opposto, guarnito di scienziati di diverse scuole e latitudini, concordi nell’effermare che il fronte ambientalista “esagera”. Ciascuno ha certamente una propria idea in merito, ma forte è anche la fiducia, visto che in natura si raggiungono spesso spontaneamente nuovi equilibri. D’altronde eventi eccezionali si sono sempre verificati nella storia del clima. Dalle estati imprevedibilmente fredde e piovose a inverni miti e privi di precipitazioni. In fondo è proprio questo il mistero indecifrabile dell’universo…
Per saperne di più:
www.nonsoloaria.com - Dedicato all'inquinamento atmosferico
www.atm.ch.cam.ac.uk - Sul buco dell'ozono, a cura dell'Università di Cambridge
http://local.it.eea.europa.eu/ - L'agenzia europea per l'ambiente
http://www.apat.gov.it/site/it-IT/- L'agenzia per la protezione dell'ambiente









