Sudafrica, la terra capovolta
Ultimo orlo dell’immenso Continente Nero, il Sudafrica è proprio il mondo a testa in giù, un luogo dove i prati cominciano a fiorire quando da noi è arrivato il momento di togliere dalla naftalina sciarpe e cappotti. Amanti della nebbia e del freddo siete dunque avvertiti: girate al largo!
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LE INFORMAZIONI TURISTICHE
Sudafrica, la terra capovolta
I Mondiali di calcio in Sudafrica sono stati l’occasione per il paese di “aprirsi” al resto del mondo, di lasciare da parte, per una volta, la triste identificazione con l’apartheid e di incuriosirci invece con la cultura, le tradizioni e la geografia di una terra incredibilmente affascinante e misteriosa.
Chi sta progettando un viaggio da quelle parti deve prendere per prima cosa in considerazione che stiamo parlando di emisfero australe e che perciò le stagioni sono capovolte rispetto all’Europa.
Ultimo orlo dell’immenso Continente Nero, schiacciato tra Oceano Atlantico e Indiano, il Sudafrica è proprio il mondo a testa in giù, un luogo dove i prati cominciano a fiorire quando da noi è arrivato il momento di togliere dalla naftalina sciarpe e cappotti. L’inverno arriva fin laggiù, certo, soltanto che le temperature medie sono piuttosto miti, consentendo per tutto l’anno ogni genere di attività outdoor. Amanti della nebbia e del freddo siete dunque avvertiti: girate al largo.
Più precisamente, il clima è caratterizzato generalmente da bassa umidità e da una media elevatissima di giornate di sole nel corso dell’anno (tra le più alte al mondo). La zona di Città del Capo è caratterizzata da un’estate soleggiata e secca e da un inverno (da giugno a novembre) più instabile. La costa sub-tropicale offre invece un clima perfetto durante tutto l'anno.
Le località da visitare
La natura prima di tutto: la straordinaria varietà ambientale del Sudafrica è ben sintetizzata da quella sorta di eden della biodiversità che è il Kruger National Park. Creata nel 1926, questa riserva naturale, si estende su un’area di 20.000 kmq a nord-est del paese, lungo il confine con il Mozambico. Nel parco si trovano leoni, elefanti, zebre, e tutte le altre specie di grandi mammiferi africani.
Anche solo con un rapido sguardo a una cartina geografica si può facilmente immaginare come natura, qui, significhi soprattutto mare. Il Sudafrica, accerchiato da due oceani, è infatti meta prediletta del turismo “acquatico”, inteso nella sua accezione più ampia: paradiso dei surfisti, meta obbligata per il whale watching, luogo perfetto per la pesca o destinazione balneare nel senso più classico. Da Hully Point, sull’Oceano Indiano, ad Alexander Bay, all’inizio della Costa dei Diamanti, sull’Oceano Atlantico, è un susseguirsi di porti, cittadine marinare, riserve naturali e spiagge candide lambite da acque cristalline.
La costa est della provincia del Kwa Zulu Natal è una delle aree meno esplorate del paese e offre splendidi paesaggi con distese di sabbia ancora incontaminate, praticabili tutto l’anno grazie al clima temperato. A Durban, affacciata a est sull’Oceano Indiano e chiamata in lingua zulu “Thekwini”, ovvero “mare”, si possono passare intere giornate sulle spiagge che si srotolano come un nastro bianco lungo chilometri di costa.
Proseguendo verso Cape Town, a sud, la Wild Coast, da East London a Port Edward, è protetta da scogliere a strapiombo, con insenature incantate dove è meraviglioso avventurarsi. Continuando ancora verso Città del Capo, ecco Jeffrey’s Bay, celebre tra i surfisti di tutto il mondo per le sue onde perfette.
La bellissima Cape Town costituisce una tappa fondamentale per ogni viaggio in Sudafrica: mito per i navigatori di tutte le epoche, ancora oggi conserva un fascino antico da “avamposto della fine del mondo” che colpisce i turisti. Risalendo la costa atlantica lungo la Garden Route si incontrano spiagge spettacolari alternate a strutture lussuose in grado di offrire ogni genere di confort.
A circa 100 km da Città del Capo, lungo una delle più spettacolari strade costiere del mondo, si snoda la Whale Coast, luogo perfetto per osservare il passaggio delle balene direttamente da terra.
Un’ultima nota per i più “viziosi”: poco distante da Cape Town si estende la rigogliosa Wineland, dove vengono prodotti ottimi vini che non hanno ormai più niente da invidiare ai concorrenti europei. D’obbligo un giro per “cantine” con degustazione.
Come arrivare
Numerose compagnie aeree internazionali collegano quotidianamente l’Italia a Johannesburg; la compagnia di bandiera South African Airways parte invece da Roma Fiumicino per Città del Capo. Tra le compagnie europee, Lufthansa, British Airways, Air France, Klm e Iberia hanno in genere buone coincidenze. Il volo dura dalle 8 alle 10 ore.
Gli spostamenti interni con l'aereo sono garantiti dalla South African Airways, che collega tutte le principali città.
Anche la rete ferroviaria offre un ottimo servizio coprendo tutto il paese. I trasporti pubblici sono invece limitati e costosi.
È naturalmente possibile anche spostarsi con un’auto a noleggio (si viaggia a sinistra, in perfetto stile british); la rete stradale è in buone condizioni e offre un servizio capillare collegando tutti i maggiori centri.
Dove stare
Il problema dell’alloggio per chi si reca in Sudafrica è davvero insignificante: le soluzioni sono molteplici e a portata di tutte le tasche. Si può scegliere tra una vasta gamma di opportunità: dagli alberghi a 5 stelle ai Bed & Breakfast, dai bungalow in affitto al campeggio, il tutto inserito in scenari mozzafiato.
Oltre alle strutture alberghiere convenzionali, un'alternativa per un soggiorno indimenticabile è costituita dalle Country Guest House, cioè case coloniali trasformate in piccoli e lussuosi hotel, solitamente situate in aree particolarmente suggestive. La prenotazione è qui obbligatoria, considerata la loro piccola dimensione.
All’interno di parchi e riserve si può invece soggiornare in lodge di lusso, curati in ogni dettaglio e perfetti come partenza per le escursioni naturalistiche.
Nemmeno gli amanti del camper avranno problemi: sparsi per tutto il Sudafrica esistono circa un migliaio di campi attrezzati per la sosta.
Cosa comprare e cosa mangiare
Nel bene e nel male il Sudafrica è famoso per i suoi diamanti e per altre pietre preziose. Questioni etiche a parte, si tratta di acquisti impegnativi, ma che consentono di risparmiare fino al 40% rispetto all’Europa.
Parlando di shopping più adatto ai comuni mortali, Città del Capo è stranamente un luogo ottimo per acquistare oggetti d'antiquariato a buon prezzo.
Per quanto riguarda oggetti d’arte e artigianato, se si vuole portare a casa qualcosa di veramente particolare, bisogna indirizzarsi sulle creazioni della cosiddetta “Wire Art”, sviluppatasi nelle township da bambini che utilizzavano fili telefonici e metallici per costruire giocattoli fantasiosi e oggi divenuta una forma d’arte sofisticata con un’immensa varietà di creazioni.
A metà tra cultura e gastronomia, la passione per il vino può trovare qui ampio spazio, grazie alle abbondanti produzioni della zona di Cape Town, dove si trovano ottime bottiglie a prezzi contenuti.
Nella cucina sudafricana, di origine britannica, è presente una buona varietà di ingredienti sempre freschissimi: dal pesce ai frutti di mare, dalla selvaggina all’agnello, considerato il migliore del mondo. La carne si consuma principalmente cucinata alla griglia e tra i ristoranti migliori si annoverano diverse steakhouse. Nelle grandi città si possono ovviamente gustare piatti provenienti da tutto il mondo e, soprattutto nell’area “enologica” di Western Cape, non mancano i ristoranti di lusso condotti da celebri chef.
LA FOTOPROTEZIONE
I consigli
Stiamo parlando di un paese collocato molto a sud, più vicino all’Antartide che all’equatore, ma si tratta pur sempre di Africa, e il sole africano non va mai, per nessuna ragione sottovalutato. È un sole “selvaggio” spesso preso nel corso di attività outdoor “dinamiche”, e anche per questo è necessario adottare le giuste contromisure. Il coinvolgimento e gli scenari mozzafiato possono far dimenticare l’aspetto protezione che invece, soprattutto nei primi giorni di esposizione, è particolarmente importante: “obbligatorie” le applicazioni periodiche di un solare a fattore alto o molto alto per scendere in seguito, solo se il fototipo lo consente.
Prodotti resistenti all’acqua sono indispensabili in caso di attività “bagnate” come il surf o le escursioni naturalistiche in barca: in questi casi, oltre all’ingannevole effetto frescura del vento e degli spruzzi, si aggiunge la riflessione dell’acqua, contribuendo ad aumentare notevolmente il rischio scottatura.
Uno stick protettivo per occhi e labbra e l’uso di un cappellino in cotone e di occhiali scuri sono consigliati per proteggere dagli effetti del sole le parti esposte più delicate.
D’estate, nella zona subtropicale, l’elevato tasso di umidità e la sudorazione intensa causano poi un rapido scioglimento del prodotto solare, che richiede così frequenti applicazioni.
Per finire, bere molta acqua e consumare abbondantemente l’ottima frutta locale aiuterà a reintegrare i liquidi persi durante una giornata trascorsa interamente all’aria aperta




































