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IL
DERMATOLOGO CONSIGLIA
- Ricordate
che ben l’80%
del danno solare che l’individuo
può subire avviene nei primi
18 anni di vita, a causa della maggiore
fotosensibilità
cutanea, come confermano i ricercatori
dell'Università di Boston
e i pediatri della prestigiosa American
Academy of Pediatrics. Crescendo,
infatti, la pelle si ispessisce
e produce dei meccanismi
di difesa in grado
di proteggerci naturalmente dall’azione
dei raggi solari. E’ bene
quindi fare particolare attenzione,
soprattutto quando si espone al
sole un bambino, specialmente se
piccolo: un’ustione in tenera
età, infatti, non rappresenta
solo un danno immediato, ma un rischio
per la pelle in età adulta.
- L’uso,
per i bambini, di occhiali
da sole di buona qualità,
in grado di proteggere dall’azione
dei raggi ultravioletti, è
un’importantissima norma di
prevenzione per scongiurare il rischio
della congiuntivite attinica,
che oltretutto è molto dolorosa
e può veramente rovinare
una vacanza. Si consiglia di abituare
i bambini a questo importante sistema
di protezione fin dal primo anno
di vita, utilizzando modelli leggeri,
non troppo grossi e soprattutto
avvolgenti. Per quanto possibile,
fate in modo che il piccolo partecipi
alla scelta, e ricordatevi di indossarli
sempre anche voi, per dare il buon
esempio ed indurlo a imitarvi. Bisogna
considerare il fatto che gli occhiali
da sole, oltre che da spiacevoli
inconvenienti immediati, contribuiscono
molto a proteggerci anche dalla
cataratta in età
adulta. Probabilmente a causa della
diminuita filtrazione dei raggi
solari che il buco dell’ozono
comporta, studi effettuati di recente
hanno infatti evidenziato che questa
patologia tende a colpire adulti
di età anche inferiore ai
50 anni in misura molto maggiore
rispetto al passato, a causa di
un’eccessiva esposizione al
sole in età giovanile e alla
mancata abitudine di portare gli
occhiali da sole.
- Durante
la stagione calda, occorre prestare
particolare attenzione all’epistassi
(fuoriuscita di sangue dal naso):
è bene che i bambini che
tendono a soffrirne non restino
troppo a lungo sotto al sole o in
ambienti particolarmente caldi.
Una discreta protezione nei confronti
di questo fastidioso fenomeno è
costituita dall’abitudine
ad indossare un cappellino, al fine
di evitare il surriscaldamento eccessivo
del capo: si consiglia un modello
in fibra vegetale leggera (cotone
o lino), a falda abbastanza larga
da creare una discreta zona d’ombra
sul viso, di misura comoda per consentire
l’aerazione e scongiurare
il controproducente “effetto-serra”
generato da un’eccessiva aderenza.
Se dovesse verificarsi un episodio
di sanguinamento, tamponate delicatamente
la narice interessata con ovatta,
raffreddate la radice del naso,
la nuca e la fronte del piccolo
con acqua o una borsa del ghiaccio
e ricordate di tenere sempre la
testa del bambino inclinata in avanti,
in attesa che l’emorragia
si interrompa. L’abitudine
di far reclinare all’indietro
il capo è scorretta e può
rivelarsi addirittura rischiosa,
perché l’emorragia
potrebbe continuare internamente
senza che vi sia modo di rendersene
conto. Per chi soffre di questo
disturbo con una certa frequenza,
è possibile instaurare un
trattamento preventivo di buona
efficacia, basato sull’applicazione
locale di una pomata specifica con
effetto cicatrizzante.
- Attenzione
al colpo di calore,
evenienza possibile soprattutto
in caso di caldo afoso, facilitata
dall’attività fisica,
e tanto più probabile quanto
maggiore risulta essere il tasso
di umidità dell’aria.
Segnali premonitori sono costituiti
da crampi muscolari, vertigini e
mal di testa, seguiti da febbre
elevata (superiore anche ai 40 C°),
progressivo decadimento delle forze
e della lucidità mentale,
talora perdita di conoscenza, affanno
respiratorio e vomito. Se il bambino
è grandicello, fatelo riposare
all’ombra e al fresco, eventualmente
in ambiente con aria condizionata,
sventolatelo ed abbassategli la
temperatura corporea facendo ricorso
a pezzuole fredde su fronte ed arti,
chiamando un medico se non lo vedete
riprendersi velocemente; per i più
piccoli, che non sono in grado di
fornire una descrizione del loro
progressivo malessere, è
consigliabile sempre una valutazione
medica in un pronto soccorso.
- Frutta
e verdura devono costantemente
essere presenti nell’alimentazione
di un bambino, soprattutto durante
la stagione estiva: essendo ricche
di sali minerali e fibre, infatti,
contribuiscono a ridurre gli episodi
di stipsi, resi
più probabili dall’eccessiva
sudorazione e dalla disidratazione.
Per vincere la frequente avversione
alla verdura, potreste presentarla
come prima portata, sfruttando così
il fatto che all’inizio del
pasto il bambino solitamente ha
più fame, oppure in un piatto
unico, abbinata ad ingredienti che
il piccolo gradisce maggiormente.
- Attenti
alla combinazione sole-farmaci:
in certi casi, esporre al sole un
bambino che sta assumendo medicinali
può essere molto rischioso.
Fate attenzione in modo particolare
ad alcuni antibiotici,
di utilizzo peraltro non molto frequente,
come l’acido nalidissico e
il sulfametossazolo. In ogni caso,
parlatene con il Dermatologo o con
il Farmacista. Per saperne di più
sull’interazione sole-farmaci,
consultate la nostra tabella.
- Ricordate
di idratare bene
la pelle del bambino, dopo la giornata
passata al sole o sulla spiaggia,
utilizzando prodotti che svolgano
un’azione emolliente. Non
bisogna dimenticare, infatti, che
la cute deve sopportare, oltre all’esposizione
solare, anche l’azione “abrasiva”
data dalla sabbia,
con la quale soprattutto i più
piccoli giocano in modo particolarmente
“vivace”…Attenzione
anche alle modalità di detersione:
dopo una giornata stressante come
può essere quella passata
in spiaggia, la pelle va pulita
preferibilmente con una doccia (o
un bagnetto, purchè sia veloce,
in modo da evitare l’effetto
‘macerante’ di una prolungata
immersione) utilizzando prodotti
non aggressivi, al fine di salvaguardare
il manto idrolipidico cutaneo, e
soprattutto mai schiumogeni, perché
irritanti nei confronti delle delicate
mucose genitali. Un’altra
potenziale insidia può derivare
dall’utilizzo di profumi
o deodoranti, specie
a base alcolica, perché possono
indurre la comparsa di fastidiose
dermatiti; inoltre, durante la stagione
estiva, attirano con le loro essenze
api o altri insetti, che soprattutto
i bambini più piccoli non
sono sempre in grado di allontanare
da soli.
- L’uso
dello stick protettivo
per le labbra sarà forse
più gradito alle bambine,
che potranno fingere di mettersi
il rossetto, un po’ meno ai
maschietti o comunque ai bimbi più
piccoli. Se non riuscite a far star
fermo il bambino per più
di pochi secondi, o comunque fate
fatica a farglielo accettare, convincetelo
ad applicarlo almeno sul labbro
inferiore, che rispetto
al superiore risulta essere più
a rischio perché maggiormente
esposto ai raggi solari provenienti
dall’alto.
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Guarda
anche: [Bimbi
sicuri al sole: facciamo chiarezza]
- [Posso
portarlo al mare?] |
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Il Dott. Antonio Torti,
Specialista in Dermatologia e Venereologia, risponde alle tue domande.
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